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Cairo Montenotte, arrestato per spaccio “fallisce” la messa alla prova ai servizi sociali: finisce in carcere

L'affidamento in prova al servizio sociale è la misura alternativa al carcere

Millesimo. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Cairo Montenotte, con la collaborazione dei colleghi della stazione della cittadina valbormidese, hanno arrestato C.S., 49enne originario di Genova, in ottemperanza al decreto di sospensione della misura alternativa della messa in prova ai servizi sociali alla quale l’uomo era sottoposto in seguito ad una precedente condanna.

Il provvedimento è stato adottato dal magistrato di sorveglianza di Genova a seguito della segnalazione inviatagli dai militari del nucleo operativo di Cairo Montenotte. Il 25 settembre scorso i militari avevano sorpreso C.S. a cedere una dose di eroina ad una ragazza, J.S., poi segnalata alla Prefettura di Savona.

In quell’occasione C.S. è stato trattenuto presso la camera di sicurezza della compagnia di Cairo e nel corso della mattinata successiva sottoposto a rito direttissimo in tribunale a Savona. Al termine del processo, l’uomo era stato condannato alla pena di in anno e sei mesi di reclusione e sottoposto agli arresti domiciliari.

Con il provvedimento eseguito ieri nel tardo pomeriggio per C.S. si sono aperte le porte del carcere di San Remo: infatti con il provvedimento del magistrato di sorveglianza è stata ridata esecuzione alla pena cui era stato condannato per un precedente giudizio sempre per reati in materia di stupefacenti.

L’affidamento in prova al servizio sociale è la misura alternativa per eccellenza e si realizza con un trattamento completamente fuori dall’ambiente carcerario: costituisce la massima espressione di un sistema sanzionatorio differenziato, basato sul presupposto che la pena deve tendere alla rieducazione del condannato. L’affidamento pertanto consiste in una prova che ha la durata pari al periodo di pena residua ma che è sottoposta alla condizione dell’esito positivo della prova stessa.

In altri termini l’effetto estintivo della pena dell’affidamento si verifica soltanto quando sopravviene l’accertamento da parte del giudice di sorveglianza di elementi positivi di comportamento, tali da far ritenere come avvenuta inequivocabilmente la rieducazione del condannato. Nel caso di specie il C.S. non ha dato prova di aver “capito la lezione”.

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