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Cairo, il senatore Ripamonti interroga il Mise sul futuro di Italiana Coke

Alta l'attenzione in attesa di un nuovo piano industriale e finanziario dell'azienda

Cairo Montenotte. Il nuovo piano industriale e finanziario dell’Italiana Coke oggetto di un’interrogazione del senatore savonese Paolo Ripamonti, vice presidente della decima commissione permanente. “Poiché il futuro dell’azienda appare ancora oggi incerto per la mancanza di alcuni presupposti ritenuti necessari al raggiungimento di un consolidato risanamento”, il senatore leghista ha interrogato il Ministero dello sviluppo economico “sulla storica cokeria della Val Bormida, l’unica non integrata nel ciclo produttivo dell’acciaio presente in Italia ed uno dei fornitori strategici dell’industria meccanica italiana: fonderie di ghisa, lavorazione di ferroleghe (freni per auto, tombini), nonché uno dei principali siti di riferimento per la fornitura di coke a livello europeo”.

Come si legge nel documento presentato da Ripamonti, “l’azienda dà lavoro a circa 370 dipendenti diretti (comprendendo le società controllate e collegate Funivie SpA e Tafs Srl) e ad oltre circa 150 lavoratori dell’indotto. Italiana Coke svolge la sua attività produttiva in un’area depressa, oggetto di un recente accordo di programma tra istituzioni centrali e locali, e fra queste ultime è coinvolto anche il Comune di Cairo Montenotte. Il 18 marzo 2015, Italiana Coke ha presentato domanda di concordato in continuità e nel settembre 2015 la stessa ha depositato la propria proposta di concordato ed il relativo piano industriale. Il 20 novembre 2015 il Tribunale di Genova ha dichiarato aperta la procedura di concordato preventivo, successivamente omologato. Il passivo concordatario di Italiana Coke ammonta a circa 80,7 milioni di euro, dei quali 4,6 sono crediti privilegiati e 76,1 sono crediti chirografari; ad oggi risulta pagata solamente la parte dei crediti privilegiati; sulla base del piano concordatario l’azienda avrebbe dovuto realizzare nel corso degli anni 2016 e 2017 un margine operativo lordo di circa 9,6 milioni di euro necessario per pagare i creditori chirografi con periodicità annuale a partire dal 30 giugno 2017”.

Prosegue il senatore: “Visto che il risultato economico ed il margine operativo lordo evidenziati dalla situazione patrimoniale ed economica al 31 dicembre 2017, seppure in miglioramento rispetto all’esercizio precedente, sono lontani dalle previsioni del piano concordatario e che ad oggi non risulta ancora erogato il finanziamento da parte di Mediocredito Italiano SpA, necessario per pagare la prima tranche dei fornitori chirografari, sembrerebbe che la società stia lavorando ad un nuovo piano industriale, patrimoniale, economico e finanziario che differirebbe sostanzialmente dal piano concordatario omologato, con particolare riferimento alle date dei riparti ai creditori chirografari”.

A rispondere è il sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico Andrea Cioffi: “Al momento non è pervenuta al Ministero dello sviluppo economico alcuna richiesta da parte della società Italiana Coke volta ad individuare le misure per superare la difficoltà finanziaria prevalentemente connessa alla rilevante mole di ammortamenti legati alle opere di ambientalizzazione. La società ha la propria sede produttiva in provincia di Savona, il cui territorio è stato riconosciuto, nel 2016, area di crisi industriale complessa. Di conseguenza, il 30 marzo 2018 è stato sottoscritto tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la regione Liguria, la provincia di Savona e l’Autorità di sistema portuale del Mar ligure occidentale, un accordo di programma per l’attuazione di un progetto di riqualificazione e riconversione industriale finalizzato al rafforzamento del tessuto. Le risorse finanziarie disponibili ammontano a 20 milioni di euro a valere sulle risorse della legge n. 181 del 1989, da assegnare con uno specifico bando aperto il 2 luglio e chiuso il 17 settembre 2018”.

“In merito alla domanda di concordato in continuità, presentata dalla società Italiana Coke, successivamente omologata dal tribunale di Genova, il Ministero dello sviluppo economico ha acquisito elementi dal Ministero della giustizia, che ha riferito che al momento non risulta depositato un nuovo piano industriale e che in ogni caso un nuovo piano non potrebbe, in alcun modo, sovrapporsi o sostituire il piano concordatario, approvato dai creditori ed omologato dal Tribunale. La stessa Amministrazione interpellata ha specificato che “dalle relazioni dei Commissari, già comunicate a tutti i creditori e, presumibilmente in possesso anche della banca delegata per la valutazione del merito creditizio, si può evincere che – con ogni probabilità – nel nuovo piano dovrà essere previsto lo slittamento delle date dei riparti dei creditori chirografari e che una parte dei fondi – successivamente all’incasso del futuro finanziamento da parte del Ministero dello sviluppo economico e della Cassa depositi e prestiti – dovrebbero essere destinati a finanziare la continuità, quanto meno per gli eventi imprevisti”. Questa previsione comporta, peraltro, che il nuovo piano, appena definito, dovrà essere accettato da tutti i creditori delle varie classi, comprese le banche. Il Ministero dello sviluppo economico terrà comunque conto degli eventuali avvenimenti futuri riguardanti la società Italiana Coke ed aggiornerà, ove richiesto, la Commissione”.

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