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Borghetto: la direttrice denuncia irregolarità nella perizia, blitz della polizia giudiziaria nella Farmacia Comunale

Capena furioso: "Un pugno nello stomaco, se si ferma la vendita le conseguenze ricadranno sui borghettini. Prima di fare esposti la direttrice poteva parlarne..."

Borghetto Santo Spirito. Rischia di slittare ancora la vendita della Farmacia Comunale di Borghetto Santo Spirito, operazione ritenuta fondamentale dalla giunta di Giancarlo Canepa per poter mettere in atto il piano di riequilibrio necessario a sanare il buco di bilancio. Ieri, infatti, alcuni ufficiali della polizia giudiziaria hanno fatto visita all’esercizio commerciale per sequestrare alcuni documenti: il sospetto è che ci siano delle irregolarità nella perizia che ha stabilito il prezzo di vendita. E a denunciarlo alla Procura è stata proprio la direttrice della farmacia, la dottoressa Bianca Ricci.

Il valore dell’esercizio commerciale è stato stimato basandosi su una serie di parametri come ad esempio il giro di affari e i ricavi negli ultimi anni: ne è scaturita una base d’asta di circa un milione e mezzo di euro. Il documento che certifica la cifra, però, secondo la dottoressa Ricci non sarebbe regolare, e per questo ha presentato denuncia tramite il suo legale Giovanni Sanna. Da qui il “blitz” di ieri, da parte di uomini in borghese che si sono fatti consegnare le carte.

“Nella mia qualità di Direttore della Farmacia Comunale di Borghetto Santo Spirito – scrive Ricci – sento il dovere, rivestendo questa funzione dal 1997, di tranquillizzare tutti gli utenti del servizio farmaceutico, che quanto avvenuto ieri mattina (accesso nei locali della Farmacia di Ufficiali di Polizia Giudiziaria) non inciderà in alcuna maniera sulla professionalità e sull’efficienza di chi lavora in Farmacia. Detto accesso, nel corso del quale sono stati sequestrati alcuni documenti, è il frutto e la conseguenza di una denuncia che ho sentito il dovere, anche morale, di presentare alla Procura della Repubblica di Savona, in relazione a fatti relativi ad alcune irregolarità che io ho riscontrato nella formazione di alcuni documenti”.

“Per la prima volta in 21 anni di servizio – prosegue – mi sono determinata a compiere una simile azione finalizzata a preservare la Farmacia, il suo buon nome e l’onore e la dignità di chi vi lavora quotidianamente con impegno e professionalità. Mi attendo unitamente ai miei collaboratori, una solidale azione di sostegno da parte di tutta l’amministrazione comunale”.

Il sindaco, da parte sua, non fa mistero del fatto che uno stop del bando di gara sia un vero e proprio disastro per le casse comunali. “In questo momento stiamo prima di tutto cercando di capire qual è la gravità della situazione – spiega – Sappiamo solo del sequestro ma non abbiamo altre informazioni; sicuramente ci saranno degli indagati ma ad oggi non sono stati notificati avvisi di garanzia nei confronti di nessuno. Per noi è un pugno nello stomaco, ora dobbiamo fermare un bando che per noi era vitale: questo significa che non potremo rispettare il piano di rientro, saremo costretti ad andare a ridiscuterla alla Corte dei Conti e per i borghettini saranno lacrime e sangue”.

Per Canepa “il Comune, in questa situazione, è parte lesa. Attenderemo l’evolversi della vicenda per capire se ci saranno responsabilità da parte di qualcuno, e a questo qualcuno chiederemo conto. Così come chiederemo conto, al contrario, qualora emergesse che non ci sono state irregolarità e che la vendita è stata fermata ‘per niente’. Essere solidali con la direttrice? Non credo sia nostro compito, dato che lei non ci ha detto nulla di questa vicenda: poteva venire a discuterne col Comune prima di far partire un esposto in Procura…”.

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