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Tragedia della A10, sale a 35 il numero delle vittime accertate: tra loro un bambino e due ragazzi fotogallery

Nella notte sono stati estratti altri tre corpi, cinque cadaveri non sono stati ancora identificati

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Genova. Sale a 35 il numero delle vittime accertate per il crollo di ponte Morandi. Secondo fonti del Viminale ci sarebbero tre minori, un bambino di 8 anni e due adolescenti di 12 e 13 anni. Ancora non si conosce però il numero definitivo delle vittime della tragedia di ponte Morandi: sono ancora in corso le operazioni di recupero dei cadaveri, o dei possibili superstiti – ormai sempre meno probabili – al crollo del viadotto autostradale. Secondo alcune testimonianze, al momento del cedimento strutturale sul ponte si trovavano almeno 30 automobili e 3 mezzi pesanti.

Nella notte sono stati estratti altri tre corpi. Cinque cadaveri non sono stati ancora identificati. Ai numeri messi a disposizione dalla protezione civile e dalla rete dell’emergenza per avere informazioni su vittime e dispersi sono arrivate centinaia di telefonate.

Tra le vittime c’è Andrea Cerulli. Portuale della Culmv, a darne notizia il Genoa Club Portuali Voltri. “Il Genoa Club Portuali Voltri si stringe attorno alla famiglia di Andrea, nostro associato, nostro amico, nostro collega, vittima della tragedia di Ponte Morandi. Ciao Andre…” si legge su uno status sulla pagina Facebook del club tifosi dove si vede anche una fotografia di Andrea Cerulli con il figlio piccolo. Il portuale si stava recando al Vte per il suo turno di lavoro.

Morti anche due operai dell’Amiu. Sono stati travolti da un pilone crollato mentre si trovavano al lavoro nell’isola ecologica di Campi. La direttrice dell’azienda Tiziana Merlino ha espresso cordoglio a nome di tutta la società partecipato: “I danni sono inestimabili ma nulla paragonati al dolore per le vite perse”. Uno dei due operai era inizialmente stato dato per disperso e si sperava potesse non trovarsi sul luogo di lavoro, ma poi il suo corpo senza vita è stato trovato in serata. Il nome di uno dei morti è Mirko Vicini, l’altro è Bruno Casagrande. Erano precari assunti poche settimane fa. Disperso Sandro Campora, dipendente di Aster.

Un’intera famiglia – madre, padre e figlio piccolo – residente a Campomorone è stata distrutta nel crollo. La donna si chiamava Ersilia Piccinino. Il figlio Samuele, di 9 anni. Il marito Roberto Robbiano, tecnico informatico. Stavano andando al mare.

Si stava recando sul posto di lavoro, invece, Marjus Djerri, giovane addetto alle pulizie, originario dell’Albania. Era in macchina per raggiungere Rapallo. Con lui il collega Edi Bokrina.

Lutto anche a Borghetto Santo Spirito: ha perso la vita Luigi Matti Altadonna, 35 anni, originario di Borghetto ma da tempo residente nel capoluogo ligure. E’ stato identificato in ospedale dai familiari. Nel pomeriggio disperato era stato l’appello, anche sui social network, di chi non riusciva ad avere più notizie di Luigi Matti Altadonna, fino alla notizia del suo decesso.

E poi gli stranieri. Tra loro almeno tre giovani francesi: Nathan, Melissa, Nemati Alizé: 20 e 22 anni. Erano di Montpellier. Avrebbero dovuto imbarcarsi alla sera su un traghetto. Così come Francesco Bello, anche lui in viaggio per trascorrere le ferie.

Il premier Conte arrivato ieri sera a Genova questa mattina visiterà i feriti all’ospedale San Martino di Genova. Attesi a Genova in mattinata anche il vicepremier Di Maio e il il ministro Toninelli mentre il ministro dell’Interno Salvini dovrebbe arrivare a Genova nel primo pomeriggio.

Ieri la solidarietà è stata globale: attivato il protocollo sisma, sono arrivati vigili del fuoco dalle regioni limitrofe, i nuclei di Protezione civile di molte regioni sono pronte a partire. Il premier Conte ha annunciato “un piano straordinario di monitoraggio di tutte le infrastrutture, soprattutto di quelle più vecchie”. Per il Presidente della Repubblica Mattarella serve “un esame severo sulle cause: nessuna autorità potrà sottrarsi a un esercizio di piena responsabilità, lo esigono le famiglie delle tante vittime”. Una risposta indiretta alle dichiarazioni di Autostrade.

Per il direttore del Tronco di Genova di Autostrade per l’Italia Stefano Marigliani, il crollo è “per noi qualcosa di inaspettato e imprevisto rispetto all’attività di monitoraggio che veniva fatta sul ponte. Nulla lasciava presagire. Assolutamente non c’era nessun elemento per considerare il ponte pericoloso”. Tra l’altro, dice ancora Autostrade, “sulla struttura risalente agli anni ’60 erano in corso lavori di consolidamento della soletta del viadotto” e “come da progetto, era stato installato un carro-ponte per consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione. I lavori e lo stato del viadotto erano sottoposti a costante attività di osservazione e vigilanza da parte della Direzione di Tronco di Genova”.

Ma i lavori non sono bastati e oggi a Genova, nel primo dei due giorni di lutto cittadino, si continua a scavare.

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