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Tirreno Power, i Verdi savonesi: “Serve una riconversione economica dell’area”

E circa i risultati dell'osservatorio regionale: "A leggere i giornali si potrebbe quasi pensare di aprire un centro termale e per la cura delle malattie respiratorie"

Vado Ligure. Anche i Verdi savonesi intervengono in merito alle conclusioni dell’Osservatorio Regionale sull’impatto che la centrale termoelettrica Tirreno Power di Vado Ligure ha avuto su ambiente e salute.

Si legge in una nota: “I Verdi savonesi si riconoscono completamente nel comunicato espresso in questi giorni da Uniti per La Salute e in quanto dichiarato sullo studio dell’Osservatorio Regionale in merito alla situazione climatica di Vado Ligure dove, a stare a notizie di stampa, si potrebbe quasi pensare di aprire un centro termale e per la cura delle malattie respiratorie. Nel contempo ribadiscono la propria convinta adesione alle posizioni espresse dalla rete contro il carbone e soprattutto all’impegno profuso dalle e dai componenti nonché dal portavoce Giovanni Durante, a cui va in nostro sincero plauso per l’attività ad oggi svolta”.

I Verdi invece intendono esprimere ancora una volta “la propria perplessità sulle future prospettive economiche e occupazionali dell’area savonese dove ancora una volta si assiste ad una progettazione degli interventi nell’area di crisi complessa, che appaiono funzionali non ad una profonda riconversione economica dell’area quanto piuttosto ad una ricaduta ‘a pioggia’ sul territorio. Nel contempo bisogna rimarcare l’assenza del Comune capoluogo, che non ha inteso esercitare un ruolo di ‘guida socio-economica’ sul territorio riducendosi ad una silente partecipazione alle riunioni sull’area di crisi tanto gli interventi non investono la città di Savona in senso strettamente inteso”.

“I Verdi ribadiscono che le linee di crescita fin qui delineate, cioè cemento, piattaforma Maersk e soprattutto l’assenza di ogni spostamento della mobilità portuale dalle strade alla ferrovia non possono in alcun modo trovarci d’accordo ed allo stesso i progetti ad oggi non ancora del tutto abbandonati ufficialmente della fabbrica di bitume nell’area portuale savonese e dell’insediamento dell’impianto di trattamento del combustibile secondario da rifiuti (Css) nell’area dell’ex centrale a carbone Tirreno Power continuano a richiedere una forte vigilanza democratica ed ecologista. Noi continuiamo a credere che proprio dal turismo slow, da un diverso ciclo dei rifiuti, dallo stop al consumo del suolo e soprattutto dall’avvio di una politica energetica fondata sulle fonti rinnovabili possa partire una nuova idea di crescita sostenibile, che ha anche bisogno dell’impegno di tutte le persone e le  forze sociali, culturali, politiche, civiche, che hanno reso possibile in questi anni l’attività positiva e unitaria della rete contro il carbone”.

“I Verdi sono come sempre disponibili a lavorare in tal senso con tutte le forze disponibili alla costruzione di un progetto civico, ecologista e di grande alternativa culturale all’attuale deriva italiana, facendo proprio in tal senso anche l’appello promosso da Roberto Saviano su Repubblica qualche giorno fa”.

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