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Successo di pubblico ma casse vuote: Viaggio nel Medioevo a rischio, “ci aiutino sindaco e Toti” foto

Dopo le polemiche di due anni fa l'offerta di un euro è diventata "libera", e solo un visitatore su 20 la versa

Finale Ligure. Un evento di grande successo, tra i principali della Liguria, messo a rischio dalle difficoltà economiche. A lanciare l’allarme è il Centro Storico del Finale che, per il suo Viaggio nel Medioevo, chiede ora aiuto al sindaco Ugo Frascherelli e al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

“Domenica sera, la serata conclusiva della rievocazione di Finalborgo è stata un bagno di folla – affermano soddisfatti dall’associazione – che conferma il Viaggio nel Medioevo, organizzato dal Centro Storico del Finale in collaborazione con la Compagnia portoghese ViV’arte, come uno degli eventi principali dell’intera regione. Già a partire dalla mattina, centinaia di persone hanno iniziato ad animare il paese. Finalborgo vestito da festa, con il suo abito medievale migliore, per accogliere i viandanti, con il mercato iberico, antichi mestieri, giochi per i bambini e alla sera Finalborgo di ferro e fuoco, per rievocare la ‘Guerra del Finale’. Lo spettacolo conclusivo della serata, nel letto del Fiume Aquila, è stato visto da migliaia di persone che si sono stipate sugli argini e lungo la via. Baliste che lanciano palle infuocate, cannoni genovesi, cavalli, spade, arcieri e attori, per un pezzo di storia dal vivo; mercenari spagnoli e portoghesi fra le fila delle compagnie di ventura”.

Prima della battaglia i due schieramenti hanno osservato un minuto di silenzio, per ricordare le vittime del ponte Morandi di Genova, nella generale commozione del pubblico. Imponenti i numeri: 40 gruppi di spettacolo, 150 artisti impegnati ogni giorno, quasi 100 figuranti del Centro Storico del Finale attivi nell’evento a vari livelli; personale di sicurezza e protezione civile; fuochi d’artificio silenziosi con base musicale. Nelle quattro giornate, giullarate, musica, festa, spettacoli continui. Migliaia di persone hanno potuto godere della poliedrica manifestazione finalese. Successo di pubblico, successo di organizzazione e grande coinvolgimento dei commercianti finalborghesi, che hanno appreso appieno lo spirito della festa addobbando le loro attività come antiche botteghe.

“Ma i conti non tornano: chi paga questo evento? – chiedono dall’associazione – Il VNM gode di un contributo del comune di Finale Ligure, un piccolo contributo della Regione Liguria, una quota di adesione dei commercianti del borgo, fondi dell’associazione – reperiti facendo spettacoli in giro per l’Italia e all’estero – e infine, la fetta più grossa della torta, l’offerta libera all’ingresso delle porte. Un euro di offerta e in cambio viene dato il bracciale colorato che indentifica come sostenitore della festa. Fino a qualche anno fa l’offerta alle porte rappresentava la fetta più grossa degli introiti della manifestazione: la formula di ‘ingresso con offerta di un euro’ consentiva all’associazione di chiudere il bilancio quasi in pari e i costi dell’evento non gravavano interamente sulle casse pubbliche o sui commercianti del paese che già versano il loro contributo. Le polemiche scaturite un paio di anni fa hanno imposto all’organizzazione di porre i banchetti delle offerte in posizioni decisamente svantaggiose e di evidenziare ‘ingresso libero’ in maniera inequivocabile. Oggi circa una persona su venti versa l’euro. Risultato, la manifestazione rischia di saltare per mancanza di coperture economiche”.

“Già in queste ore il Consiglio maggiore del Centro Storico del Finale sta ragionando sul da farsi – annunciano – perché i professionisti intervenuti devono essere pagati. Sicuramente l’associazione chiederà l’intervento del sindaco del Comune di Finale, fino ad arrivare se necessario al presidente dalla Regione Liguria. La volontà è di cercare una soluzione per proseguire nella realizzazione di questo evento di successo, ma non potrà certo pagare tutto l’amministrazione pubblica o le 70/80 attività del borgo e neppure il Centro Storico del Finale, associazione culturale composta interamente da volontari, che già pagano il loro tributo alla cultura offrendo tempo, lavoro e la loro passione”.

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