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Sindacalista dell’Usb si rifiuta di uscire dall’ufficio personale del comando dei vigili del fuoco: arrivano i carabinieri foto

L'intervento dei militari chiesto dal comandante provinciale dei pompieri, ma il dirigente del sindacato attacca: "Potevo accedere a quel locale, dovevo verificare il racconto di una lavoratrice"

Savona. Secondo Andrea Cossu, dirigente sindacale dell’Usb, la sua presenza all’interno dell’ufficio personale del comando dei vigili del fuoco a Savona era legittima. Dello stesso parere, dato che in quel locale si trovano dati sensibili dei dipendenti, non era il comandante provinciale dei pompieri savonesi, l’ingegner Vincenzo Bennardo. Per questo motivo il sindacalista è stato invitato ad uscire dalla stanza, ma senza successo. Così, alla fine, per risolvere la situazione sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Savona che, dopo diversi minuti, hanno convinto il sindacalista ad andarsene.

I carabinieri nella sede dei vigili del fuoco di Savona

Il fuori programma si è verificato questa mattina nella caserma di via Nizza dove Cossu è arrivato per parlare con una dipendente che aveva segnalato al sindacato alcune problematiche relative allo svolgimento della sua attività.

“Volevo verificare la corrispondenza tra le dichiarazioni della lavoratrice e la situazione reale” ha precisato Cossu nel motivare la sua visita al comando provinciale dei vigili del fuoco.

“Mi trovo a Savona rispettando uno statuto dei lavoratori che dice che il dirigente sindacale può accedere a tutti i luoghi di lavoro per verificarne la sicurezza e conoscere le eventuali problematiche dei lavoratori per poter fare delle rivendicazioni. Nello specifico abbiamo una lavoratrice che ci ha denunciato degli atteggiamenti ambigui da parte dell’amministrazione e quindi, prima di decidere la strategia corretta, abbiamo preferito presenziare e verificare di persona l’oggettività delle dichiarazioni fatte. La lavoratrice a quanto pare ha delle limitazioni strumentali e delle richieste che non coincidono con gli strumenti forniti ed alla sua formazione” precisa il dirigente dell’Usb dei vigili del fuoco.

Sulla decisione di richiedere l’intervento degli uomini dell’Arma il sindacalista spiega il suo punto di vista: “Il dirigente ha convocato le forze dell’ordine facendo un errore gravissimo, pensando di allontanare con la forza un dirigente sindacale che svolge banalmente un suo dovere, ovvero accedere ai locali e controllare che l’amministrazione non commetta azioni poco chiare o illegittime”.

Quanto all’eventuale accesso a dati sensibili vista la sua presenza in una postazione dell’ufficio personale, il dirigente dell’Usb precisa: “Non lo stavo facendo. Quelli li chiediamo in maniera ufficiale anche se spesso non ce li producono”.

Sull’episodio anche dal comando provinciale dei vigili del fuoco diretto dall’ingegner Bennardo è arrivata una precisazione: “Questa mattina un rappresentante sindacale ha occupato l’ufficio personale del comando. Gli abbiamo chiesto di allontanarsi spiegandogli che non poteva stare in quel locale visto che nella postazione in cui si trovava ci sono dati sensibili, anche di natura sanitaria, ma lui si è rifiutato”.

“Davanti ai suoi continui rifiuti abbiamo chiamato i carabinieri. Precisiamo che nessuno voleva impedire al sindacalista di comunicare con la dipendente, ma semplicemente gli è stato chiesto di farlo altrove, fuori dall’ufficio personale dove ci sono dati sensibili” concludono dal comando provinciale dei vigili del fuoco di Savona”.

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