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Savona, il coordinamento regionale Flp Ecofin: “La crisi dei laboratori chimici di Genova e Savona coinvolge le imprese”

“Non possiamo accettare che il prezioso lavoro del personale venga dissipato per inerzie burocratiche o scelte incomprensibili”

Savona. A meno di una settimana dalla nostra denuncia sull’attuale disinteresse organizzativo verso i laboratori chimici delle dogane situati nella nostra Regione, ovvero quello di Genova e quello di Savona, siamo costretti a ricorrere di nuovo ai media per evidenziare le ricadute per l’economia ligure”.

Parola del coordinamento regionale Flp Ecofin Liguria, dal quale hanno proseguito: “Da ormai un decennio i laboratori delle dogane sono attivi, oltre che per i servizi istituzionali, anche sul mercato, fornendo analisi merceologiche ai privati con prezzi concorrenziali, un sistema di garanzie pubblico ed altissime professionalità”.

“Cosa che ha permesso al laboratorio di Genova, ad esempio, di diventare uno dei maggiori centri europei di analisi e controllo dell’olio di oliva extravergine, con una fama ormai internazionale, utilizzato sia dalle maggiori aziende italiane del settore (facile comprendere l’importanza per un territorio come il nostro a grande vocazione olearia) che dai principali operatori stranieri, ed al laboratorio di Savona di specializzarsi in analisi sul riso e sul caffè”.

“Espansione dovuta ai costanti investimenti del passato in formazione del personale ed adeguato apporto di risorse umane e strumentali, tanto da far diventare quello di Genova il più importante laboratorio doganale d’Italia, ed alla grande attenzione verso gli operatori commerciali e le loro esigenze e verso le giuste regole della concorrenza e della tutela del consumatore”.

“Come però da noi già denunciato, per effetto delle scelte poste in essere dall’inizio dell’anno dall’amministrazione locale, i laboratori stanno subendo un inarrestabile degrado organizzativo, con notevoli ripercussioni sul servizio commerciale: depauperamento del personale amministrativo ed assegnazione a tali mansioni di dipendenti che prima svolgevano attività chimiche (con conseguente depotenziamento del settore analitico), chiusura del servizio di traduzione in inglese e spagnolo, che consentiva di interloquire efficacemente con un’ampia platea di operatori internazionali, svuotamento delle funzioni di supporto commerciale e di marketing, preparazione dei contratti e delle convenzioni curata da uffici esterni al laboratorio e che non sembrano dotati della necessaria qualificazione, stanno finendo per allungare a dismisura i tempi di risposta (in un mondo globalizzato in cui la velocità è determinante), per distruggere l’appetibilità commerciale dei laboratori e per danneggiare le imprese che necessitano dei loro servizi”.

“Tra le numerose segnalazioni che abbiamo ricevuto la più grave riguarda una delle maggiori industrie olearie italiane che da mesi aspetta invano un esito amministrativo per I rapporti commerciali in essere col laboratorio chimico di Genova, cosa che sarebbe stata impensabile fino a qualche mese fa. Altrettanto accade per il laboratorio di Savona dove un’importante azienda del caffè attende da mesi la stipula di un contratto di convenzione”.

“Come organizzazione sindacale e come dipendenti pubblici abbiamo sempre ribadito l’importanza del lavoro doganale: non possiamo pertanto accettare che il prezioso e altamente qualificato lavoro del personale dei laboratori di Genova e Savona venga dissipato per inerzie burocratiche o per scelte incomprensibili del locale vertice amministrativo, a cui ricordiamo che un servizio pubblico efficiente è il miglior biglietto da visita, come ben sapevano i predecessori, per una regione come la Liguria che si pone l’obbiettivo di rimanere al centro dei traffici portuali ed economici, soprattutto in un momento come l’attuale, dopo I recenti fatti che hanno coinvolto Genova, di grave difficoltà”, hanno concluso.

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