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Rimpasto a Savona, Caprioglio risponde a FI: “Marozzi poco incisiva e non disponibile al dialogo”

Secondo il sindaco "anche il giorno della firma del decreto l'ho chiamata più volte per incontrarla, si è sempre negata"

Savona. “Dispiace che, ancora una volta, esponenti politici che non conoscono l’attività della nostra amministrazione si sbilancino con giudizi sull’operato dei membri della giunta”. E’ la replica di Ilaria Caprioglio, sindaco di Savona, alle critiche arrivate ieri da Forza Italia dopo l’ufficializzazione del nuovo assetto della giunta comunale di Palazzo Sisto.

Il partito continua a scagliarsi contro la decisione del primo cittadino di estromettere Barbara Marozzi: “Cacciare senza convocare neppure l’assessore, ma soprattutto mandare via una eletta per inserire una non eletta denota come il sindaco si sia distaccato dalla realtà e pensi solo a spostare le pedine nel palazzo” afferma il coordinamento forzista”.

Parole a cui Caprioglio risponde duramente: “Ben venga la difesa d’ufficio, ma occorre puntualizzare alcuni passaggi, sostanzialmente non corretti, rimanendo comunque a disposizione al fine di rappresentare fatti e circostanze nel dettaglio per ribadire le motivazioni che hanno determinato questa riattribuzione di deleghe. Barbara Marozzi era stata da me scelta in quanto rappresentate del mondo dei cosiddetti ‘civici’, nonostante altri consiglieri avessero ottenuto alle urne un maggior consenso. Nel corso di questi primi due anni di amministrazione più volte a Marozzi era stata fatta presente la scarsa incisività nelle deleghe, fino a dover ricorrere a un cambio delle medesime per ovviare a un lavoro poco soddisfacente”.

“In risposta a queste richieste – prosegue il sindaco – Barbara Marozzi, liberissima di farlo, seppur moralmente no, ha preso la tessera di un partito senza premurarsi di condividere la scelta con i consiglieri di riferimento e tantomeno avvisando il sindaco che ne è venuta a conoscenza esclusivamente tramite gli organi di stampa. Successivamente a tale episodio il rapporto di fiducia si è sensibilmente incrinato ma ciò che ha determinato la scelta è stata, oltre alla suddetta scarsa incisività nel lavoro, la costante e crescente mancanza di disponibilità al dialogo dimostrata dall’ex assessore che è culminata, nelle ultime settimane, nel ripetuto diniego a un incontro promosso dal sindaco. La risposta è sempre stata un non presentarsi agli appuntamenti, come si è verificato anche il giorno della firma del decreto: è stata più volte chiamata per un incontro ma si è sempre negata”.

“Siamo ben consapevoli, infine, dei problemi della città che la nostra amministrazione è chiamata, quotidianamente, ad affrontare e proprio in tal senso va la riassegnazione di molte deleghe fra cui quelle alle politiche giovanili e alle pari opportunità che in questi due anni sono state seguite suo malgrado, più volte, dal sindaco” conclude Caprioglio.

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