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Provincia, sempre più a rischio i contributi per studenti con disabilità: rischio class-action?

Ciangherotti: “Vorremmo garantire il tempo pieno, ma ci ritroviamo a combattere per il servizio scolastico minimo”

Provincia. Passano i giorni, crescono i dubbi. E a mancare sono risposte concrete. Diventa sempre più intricato il capitolo dei contributi per alunni disabili trasferiti alla provincia da Governo e Regione Liguria.

Pare, infatti, che l’ente regionale abbia comunicato alla provincia (in via non ufficiale) che l’importo complessivo a disposizione delle scuole superiori di secondo grado sarà presumibilmente di pari importo rispetto a quanto incassato per le spese sostenute nell’anno scolastico 2017/2018, il cui contributo complessivo è stato di circa 481 mila euro (di cui 22 mila come contributo regionale e 459 mila euro come contributo ministeriale).

E proprio per questo sorgerebbe il problema. Le esigenze di assistenza degli alunni iscritti, infatti, non verrebbero interamente coperte con tale importo, a fronte di un’esigenza di circa 650mila euro per garantire il minimo fabbisogno scolastico di ogni alunno disabile. Tradotto in parole povere: così facendo non si riuscirà a garantire il numero minimo di ore di assistenza per ogni alunno disabile.

In provincia di Savona sono iscritti alle scuole secondarie 347 alunni invalidi (di cui 154 gravi). Gli istituti secondari con un numero maggiore di alunni disabili, per l’anno scolastico 2018-19, risultano essere: l’istituto superiore Mazzini-da Vinci di Savona (con 73 alunni disabili), l’istituto Alberghiero di Alassio (con 49), l’istituto superiore di Finale Ligure (con 41) e l’istituto Patetta di Cairo Montenotte (con 38).

Sempre stando alle indiscrezioni, sembrerebbe che il consigliere provinciale con delega alle scuole Eraldo Ciangherotti abbia già informato il vicepresidente regionale Sonia Viale dell’emergenza, richiedendo un’implementazione delle risorse regionali, e sia ora in attesa di un riscontro (si spera ovviamente positivo) dagli uffici di Palazzo Nervi.

Una volta ottenuta, la risposta sarà poi inoltrata ai dirigenti scolastici per dare la possibilità alle scuole di bandire gare pubbliche su somme erogate con certezza.

Ciangherotti, raggiunto telefonicamente da Ivg.it, non ha nascosto un qual certo fastidio in relazione alla materia e si è lasciato andare a poche, ma significative battute.

“Vorremmo poter garantire un servizio di assistenza scolastico a tempo pieno. Ma purtroppo combattiamo per ottenere le risorse necessarie semplicemente a garantire il servizio scolastico minimo, anche per evitare che le famiglie costituiscano una class-action nei tribunali ottenendo con sentenza del giudice ciò che è di diritto per ogni alunno disabile”, ha spiegato il consigliere provinciale.

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