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Ponte Morandi, Paolo Forzano scrive al Prefetto di Savona: “Non accontentiamoci di rassicurazioni non certificate” foto

"Occorre sollecitare Regione, Provincia di Savona e Comuni savonesi a non sottovalutare il pericolo"

Savona. Sollecitare Regione, Provincia e Comuni savonesi a non sottovalutare il pericolo e a non accontentarsi di rassicurazioni non “certificate”. E’ questa la richiesta contenuta nella lettera che Paolo Forzano, presidente del Comitato Casello Albamare, ha inviato al prefetto di Savona Antonio Cananà.

“In passato, decine di anni fa, misi in luce lo stato pauroso tecnico-operativo del ponte Morandi di Genova – ricorda Forzano rivolgendosi direttamente al prefetto – Come lei sa sono ingegnere meccanico nucleare, ed avendo sempre lavorato in Ansaldo nel ramo nucleare ho sempre operato con procedure di qualità e di sicurezza ben al di sopra del ramo civile dei trasporti. Il cemento delle centrali di 50 anni fa è sempre perfetto ancora oggi. Lei avrà certamente percepito che a Genova oltre ad un progetto insensato si sono aggiunti cattiva qualità costruttiva e pessima gestione. Una opera del genere all’estero è costantemente vigilata con sistemi di rilievo continui che possono evidenziare problemi immediatamente”.

“Quanto è successo a Genova deve essere di monito: non ci si può fidare delle assicurazioni verbali o scritte dei responsabili dei concessionari: è assurdo che chi gestisce un’opera sia anche colui che la controlla e che ne fa la manutenzione. Il controllo deve essere affidato ad enti terzi con indipendenza finanziaria. Come teoricamente nello stato italiano potere legislativo, esecutivo e giudiziario sono settori assolutamente indipendenti, anche nel settore tecnico chi controlla deve avere il potere e l’indipendenza nel proprio esercizio, ma al momento questo non avviene. Bisogna pertanto pretendere dai concessionari non parole, ma documenti di valore”.

Viadotti Savona Paolo Forzano

“Ho letto che qualche giorno fa ha convocato i gestori delle Autostrade che insistono sulla Provincia di Savona e molti amministratori e politici. Da Autostrade sono arrivate rassicurazioni sullo stato delle infrastrutture: ‘Solo problemi di carattere visivo estetico, nessun problema di sicurezza’. Dai politici nessuna richiesta di ‘rassicurazioni’ basata su accertamenti rigorosi e documentati. Non è accettabile che i gestori forniscano assicurazioni non suffragate dalla più ampia ed oggettiva documentazione. A Genova Comune e Regione non hanno preteso questo, ed il risultato è stato il drammatico epilogo del 14 agosto”.

“Ad interessarsi in modo esaustivo dei problemi potenziali che possono procurare le infrastrutture del territorio savonese, a pretendere non parole ma documenti inequivocabili che attestino lo stato delle cose dovrebbe essere il ‘compito’ istituzionale del presidente della Regione, del presidente della Provincia di Savona, dei sindaci della Provincia di Savona con in testa il sindaco di Savona. Purtroppo, dalle notizie che ho ricevuto ad oggi, non mi pare che le istituzioni appena citate abbiano svolto questo ‘compito’ con la necessaria diligenza”.

“Signor prefetto il Comitato Casello Albamare Savona Albisola si interessa da 12 anni di mobilità nel savonese e quindi anche delle infrastrutture savonesi: mi permetto di scriverle questa lettera per invitarLa, se già non lo ha fatto, a sollecitare Regione, Provincia di Savona e Comuni savonesi a non sottovalutare il pericolo e a non accontentarsi di rassicurazioni non ‘certificate’. Genova dovrebbe essere un monito per tutti”, conclude Forzano.

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