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Mercato settimanale di Savona, gli spuntisti pronti all’occupazione: “Pronti a rivolgerci alla Procura”

"Nonostante le precise promesse dell'assessore Zunato i posteggi mercatali 'dimenticati' nello spostamento del mercato, non sono ricomparsi"

Savona. Continua la protesta dei commercianti “spuntisti” che, a seguito della riorganizzazione del mercato settimanale di Savona, hanno “perso il posto”. Per lunedì 6 agosto Mercà Coni-Goia Ugl, associazione di categoria della microimpresa, dei commercianti fissi ed ambulanti, ha organizzato una “occupazione dei posteggi ‘dimenticati’ dal Comune nello spostamento del mercato”.

“Nonostante le precise promesse dell’assessore Zunato i posteggi mercatali ‘dimenticati’ nello spostamento del mercato, non sono ricomparsi – spiega il rappresentante dell’associazione Carlo Cerrina – Cosicchè l’associazione Goia Ugl ha deciso che, se anche lunedì prossimo questi posti di lavoro, di cui fruivano i ‘precari’ del mercato i cosiddetti ‘spuntisti’, non riappariranno, sarà costretta suo malgrado ad occuparli come forma di protesta e di sensibilizzazione della opinione pubblica. L’assessore Zunato in occasione della protesta dei precari del mercato, gli spuntisti, aveva promesso davanti agli operatori interessati ed ai giornalisti che in due settimane avrebbe ripristinato i 17 posteggi mercatali ‘dimenticati’ nello spostamento. Sono passate tre settimane ed essi non sono stati ancora riattivati. Questi 17 posteggi mercatali non sono null’altro che il posto di lavoro di 17 imprese ambulanti che occupano quasi 30 persone”.

Secondo l’associazione “per favorire i negozi fissi e solo marginalmente gli altri operatori mercatali fissi il Comune ha deciso di ‘dimenticarsi’ di spostarli, condannando così alla disoccupazione trenta padri di famiglia. Oltretutto proprio questi operatori avrebbero avuto il posteggio mercatale fisso come tutti gli altri se il Comune avesse fatto il bando annuale previsto dall’articolo 30 della legge regionale numero 1 del 2 gennaio 2007, che però non è mai stato fatto, altra ‘dimenticanza’ sospetta. Come tutti possono constatare contro qualsiasi logica predisposizione dei banchi di mercato che dovrebbero essere posizionati uno a fianco dell’altro, in particolare in corso Italia, sono stati posizionati a macchia di leopardo, al fine di non disturbare la visibilità di taluni commercianti fissi che godono di privilegi particolari. Inoltre l’aver previsto un orario di chiusura del mercato alle 17, a differenza del passato che era alle 19, è stato fatto con l’unico scopo di riempire la città di visitatori grazie al mercato, per poi cacciare via gli ambulanti quando la gente esce per l’attenuazione della calura estiva, o anche per la fine del proprio orario lavorativo, ad unico beneficio del commercio fisso: un voto di scambio eclatante ed una illecita distorsione della libera concorrenza”.

“A questa evidente dichiarazione di guerra da parte dell’assessore al commercio al comparto del commercio ambulante, gli operatori rispondono mobilitandosi e sono propensi a presentare un esposto alla Procura della Repubblica su come è stato attuato lo spostamento del mercato”.

In una lettera inviata al comando della polizia locale di Savona, alla Procura, al Prefetto e al questore di Savona, Goia Ugl chiedono che “in occasione del mercato di lunedì prossimo a Savona” le autorità destinatarie dispongano “l’attribuzione di tutti i posteggi vacanti, così come previsto dalla legge regionale numero 1 del 2 gennaio 2007. Il numero dei posteggi vacanti è puntualmente definito annualmente a norma della predetta norma dall’articolo 30. Richiediamo l’attribuzione di tutti i posteggi vacanti (siano essi trasferiti che ancora in essere nella vecchia sede mercatale) alle imprese aventi titolo ad ottenerli. Nel ricordare che l’unico diritto che possono vantare i cosiddetti ‘spuntisti’ cioè coloro che partecipano alla attribuzione dei posteggi vacanti e in attesa di ottenerne uno fisso nell’apposito bando che dovrebbe tenersi a cadenza annuale, come appunto previsto dalla legge regionale 1/2007 è il conseguimento in concessione giornaliera dei posteggi vacanti sulla base delle presenze maturate nei mercati precedenti, oltre alla partecipazione al bando annuale finalizzato a conseguirlo permanentemente in concessione pluriennale. Il non aver mai fatto il bando previsto per molti tanti anni è disdicevole e censurabile, ma addirittura abolire i posteggi, o peggio far finta che essi siano stati aboliti, è cinico se non criminoso. Il non attribuire, anche solo una parte di questi posteggi, oltre che dare un grave danno ingiustificato ed ingiustificabile agli operatori più deboli, è a nostro avviso (un grave abuso da parte di chi è tenuto ad attribuirli) poiché provoca una distorsione della libera concorrenza ed avvantaggia taluni operatori a discapito di altri”.

“Va inoltre ricordato che le presenze nei mercati sono patrimonio aziendale, anche oggetto di previsione negli atti notarili nelle cessioni di rami d’azienda, il sopprimere alcuni posteggi, o peggio il non attribuirli è una scelta che produce quindi una consistente svalutazione del valore stesso del ramo d’azienda dell’operatore e chi la determina non può non farsi carico di tale danno economico”.

E nel caso in cui il comando “ritenesse di non concedere, nonostante quanto formalmente richiesto, la nostra associazione, al fine della tutela degli interessi fondamentali dei nostri associati, quale appunto è il diritto al lavoro, tutelato prioritariamente dalla Carta Costituzionale, procederà alla occupazione dei posteggi mercatali ‘dimenticati’ nello spostamento mercatale, come forma di protesta, oltre che rivolgersi alla magistratura per fare cessare questo gravissimo abuso”.

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