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Liguria, crescono le imprese agricole e ittiche nel secondo trimestre del 2018

Una cresciuta di 20 unità (saldo tra iscrizioni e cessazioni) di imprese attive

Liguria. Settori dinamici e sempre in evoluzione: per l’agricoltura e il comparto ittico ligure, il secondo trimestre del 2018 è iniziato in segno positivo, con una cresciuta di 20 unità (saldo tra iscrizioni e cessazioni) di imprese attive.

Lo rende noto Coldiretti Liguria su base dati Unioncamere, che registra una crescita maggiore per le province di Genova, dove da aprile a giugno sono state aperte 8 nuove imprese e di Imperia dove sono state addirittura 10 in soli tre mesi. Numericamente  maggiori sono le imprese attive che producono ortaggi, radici e tuberi (1.960 unità) e quelle che producono fiori e altre colture non permanenti (2.785). Inoltre a livello generale, per tutti i settori economici regionali, si sottolinea una riduzione dell’8,3 per cento delle chiusure d’imprese, dato più basso registrato dal 2011 e segno di una lenta ma continua ripresa dalla crisi economica.

“Il settore primario in Liguria – affermano il presidente di Coldiretti Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa – è un comparto economico sempre vivo e dinamico che, nonostante le difficoltà morfologiche del territorio e la presenza di grandi aree boschive, produce eccellenze conosciute in tutto il mondo. La nostra è una terra di vino, dove la produzione, compresi i vini Dop e Igp, ha raggiunto per l’annata 2017, circa i 76 mila ettolitri e di olio, dove, sempre nel 2017, si sono raccolti circa 218.120 quintali di olive. Ma è anche, allo stesso tempo, terra di fiori, di frutta e verdura, dalle produzioni più conosciute, come il basilico genovese Dop alle più rare e di nicchia come l’asparago violetto d’Albenga e il fagiolo bianco di Pigna. Allo stesso modo il settore ittico locale, che si compone per l’80 per cento di imprese che svolgono la piccola pesca, è un comparto fondamentale per l’economia ligure. Grazie a formule quali la vendita diretta a miglio zero è possibile avere a disposizione pesce sempre fresco e proveniente dal nostro mare e allo stesso modo grazie alla nuova formula dell’itturismo turisti e non hanno la possibilità di gustare il nostro prodotto locale direttamente dalla barca”.

“La Liguria non è, quindi, soltanto una regione a vocazione turistica come molti credono, ma ha una tradizione contadina millenaria, e prodotti che sono bandiere importanti del Made in Italy. Proprio per questo è incoraggiante il fatto che il numero di imprese agricole stia costantemente crescendo, numero che mostra un rinnovato interesse da parte dei liguri nei confronti del proprio territorio, della sua valorizzazione e salvaguardia e che, allo stesso tempo, mette in evidenza un aumento della domanda del consumatore, che ricerca sempre più spesso prodotti locali interamente a chilometro zero.”

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