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La saga dei Muzzi

Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia

Tra i tanti colpi messi a segno in attacco dal rinnovato Savona di Mister Grandoni c’è anche Ramon Muzzi (classe 98) figlio del famoso Roberto (e fratello di Nicholas ala sinistra del 96 che ha transitato nella Samp), e che proprio come il noto papà, dopo una prima parentesi nella società dilettantistica Morena (di proprietà familiare) ha iniziato la sua carriera dalle Giovanili della Roma (sino ai 10 gol in 22 presenze nel campionato Allievi Lega Pro).

Dopo una stagione al Torino/Berretti è ritornato nella Capitale per giocare, questa volta, con la maglia della rivale sportiva Lazio (dove ha potuto ammirare Immobile e Keita). Muzzi grazie al suo agente Fabio Guardabasso si era svincolato dai granata ed aveva subito attirato l’attenzione di Genoa, Sampdoria, Sassuolo e Pro Vercelli (su richiesta di Moreno Longo, ex tecnico della Primavera del Toro). Igli Tare però aveva fiutato l’affare, ha trovato l’accordo fino al 2018 con il ragazzo, tesserato come giovane di serie.

Lo scorso anno Ramon si è poi spostato in Lombardia per giocare con la Primavera del Brescia a poco meno di due giorni dal debutto ufficiale delle rondinelle nel campionato Primavera 2. La società lombarda lo aveva voluto per rinforzare ulteriormente la squadra di mister Roberto Baronio. Un’operazione favorita dal fatto che il giocatore era rimasto svincolato in estate dopo l’esperienza con la Lazio di Bonatti. Scelto inizialmente per rimanere nella rosa biancoceleste come fuoriquota, nel corso del mercato estivo gli scenari erano cambiati, fino all’addio. Muzzi aveva firmato un contratto annuale con il club lombardo, con il compito di guadagnarsi il rinnovo a suon di gol. Muzzi è un attaccante duttile che può ricoprire diversi ruoli nel tridente avanzato, sa fare la prima punta e l’esterno offensivo.  E’ un destro naturale, ha fisico e temperamento da  vendere. Ecco una caratteristica in comune con papà Roberto.

«Ma rispetto a me ha più tecnica», ha affermato l’ex vice di Stramaccioni al Panathinaikos aggiungendo: «Ramon è molto veloce ed ha preso da me il carattere: è uno che non molla mai». Le prime parole del neo attaccante biancoblù: “Sono felice di essere arrivato in una società ambiziosa come Savona. Il primo impatto con l’ambiente è stato ottimo e in ritiro mi sono subito ambientato bene con i nuovi compagni. Stiamo lavorando in un ambiente molto sereno che ci permetterà di prepararci al meglio”.

E pensare che a lungo si era vociferato fosse l’obiettivo per l’attacco dell’Unione Sanremo. Suo padre Roberto leva 71 (ex di Roma, Cagliari, Udinese e Lazio in Serie A, squadra per cui tifa avendo avuto sin da bambino come mito Bruno Giordano) con la Nazionale Under 21 ha conquistato 2 Campionati europei di calcio nel 1992 e nel 1994 (giocava con Inzaghi, Vieri, Cannavaro e Panucci) sotto la guida di Cesare Maldini.

Nella nostra provincia ha giocato quando militava negli allievi della Lupa e ebbe occasione di partecipare al mitico Torneo Boggio nel 1987 (3 anni prima del suo esordio in Serie A avvenuto nel corso del campionato 1989-1990, l’11 febbraio, in Roma-Inter 1-1) pareggiando per 0 a 0 al campo Natta di Celle contro la Rappresentativa Savonese guidata da chi scrive che annoverava i vari Panucci, Scazzola, Felice, Bertolone, Puppo.

La saga dei Muzzi

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