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Emergenza Genova e ponente, critiche dal Pd: “Basta confusione, sì a zona economica speciale”

Ecco le dichiarazioni del Pd ligure sui provvedimenti adottati

Liguria. Preoccupazione dai parlamentari liguri, dal gruppo Pd in Regione Liguria e degli esponenti Dem locali per l’emergenza su Genova e il ponente ligure dopo il drammatico crollo del ponte Morandi a Genova.

Una Zona Economica Speciale, con tutti gli incentivi previsti del caso, per supportare e rilanciare tutte le attività portuali nei difficilissimi mesi (anni?) che ci aspettano. Questa, invece, la proposta principale che il Partito Democratico lancia per “venire incontro alle esigenze dei tanti soggetti economici che gravitano attorno all’economia portuale”.

“I 33,5 milioni stanziati per ora dal governo non sono sufficienti – spiegano – non sufficienti per farsi carico nel complesso dell’emergenza Genova”. Ma non solo: servono risorse per potenziare il trasporto pubblico locale e il sistema sanitario, che rischiano il collasso.

E poi il rilancio delle grandi opere, Gronda in primis, definita “irrinunciabile”. Autostrade per l’Italia, secondo i Dem, a prescindere dalle responsabilità, deve “pagare fino in fondo”: “il nuovo ponte autostradale, le opere provvisorie per ripristinare la viabilità cittadina e portuale, le spese di ricollocamento degli sfollati, le spese per il risarcimento danni subiti dalle attività produttive e commerciali coinvolte, tutti i danni subiti diretti e indiretti”.

E poi gli sfollati: “Siano trattati analogamente agli interferiti della Gronda, secondo quanto previsto dal PRIS: indennizzo a prezzo di mercato +43.000 euro, in alternativa consegna di un nuovo appartamento pagato da Autostrade.

E oggi è nuovamente intervenuto anche il parlamentare ligure Franco Vazio: “Se ieri ero preoccupato sui tempi per la ricostruzione del ponte Morandi e per la realizzazione della viabilità alternativa, cioè la gronda, oggi dopo il confronto che ho sostenuto a Sky Tg 24 con l’euro-deputata del M5S, Ferrara, sono terrorizzato”.

“Solo pochi giorni fa, Di Maio e Salvini parlavano di ore per le decisioni, raccontavano di revoche immediate delle concessioni oppure di nazionalizzazioni già decise. Oggi abbiamo scoperto che prima si dovranno attendere i tempi delle perizie della Procura della Repubblica – certamente non brevi – e poi la demolizione del ponte e gli accertamenti che saranno svolti dal ministero; insomma non giorni, non mesi, ma anni” spiega Vazio.

“Questa sarebbe una sentenza di condanna a morte per Genova e per l’economia ligure. Il risarcimento dei danni, di cui parla con enfasi il presidente Conte, è la cosa più semplice perché saranno i responsabili e le loro assicurazioni a pagare”.

“Noi vogliamo sapere subito se il governo farà ricostruire il ponte e realizzare la viabilità alternativa alla Concessionaria oppure se ci penserà direttamente lo Stato; ma in questo caso vogliamo vedere entro 10 giorni i soldi sul tavolo, altrimenti si tratta, una volta ancora, solamente di parole, di fiumi di parole prive di alcuna consistenza”.

“Una vergogna di fronte alle 43 vittime e ad una città che ha sofferto per un dolore che non si può scrivere”.

“Noi vogliamo la verità, chi ha sbagliato deve pagare tutto, ma pretendiamo che non si usino scuse per non ricostruire il ponte Morandi ed il futuro di Genova e della Liguria” conclude il parlamentare Dem.

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