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Emergenza fauna selvatica, Enpa all’attacco: “Tante fake news, ordinanze di abbattimento sono una follia”

L'associazione animalista polemizza sul mancato invito alla riunione in Prefettura

Savona. “Alla riunione in prefettura a Savona, per il problema “daini” c’era l’assessore regionale alla caccia, 27 sindaci e i rappresentanti degli agricoltori e contadini; mancavano gli animalisti, perché non invitati, forse per non sentirsi raccontare alcune verità scomode ed i cacciatori, cioè i colpevoli”. Così l’Enpa savonese, non senza polemica, commenta il vertice di ieri sull’emergenza relativa alla fauna selvatica.

Ed allora la “verità” la protezione animali savonese ha deciso di dirla a chiare lettere, precisando alcuni aspetti del dibattito in corso: “Daini ma anche cinghiali e caprioli non erano presenti nei boschi 40 anni fa, sono stati introdotti dai cacciatori per farli crescere ed avere così, come è lentamente ma inesorabilmente accaduto, prede da abbattere e, da parte di qualcuno, venderne sottobanco la carne a ristoranti conniventi e senza garanzie sanitarie”.

“Contrariamente a quanto dice qualche sindaco male informato, è possibile costruire recinzioni, attorno alle coltivazioni, a prova di daino, basta farle più alte; certamente costano più care ma perché non farle interamente pagare ai “colpevoli”, cioè ai cacciatori? In un paese in cui si cerca e si vuole subito il colpevole di ciò che accade, si fa invece eccezione per i cacciatori: i rappresentanti di contadini ed agricoltori ed i politici (ad eccezione di verdi e M5S) si guardano bene dal chiedergli conto del passato” aggiunge l’associazione animalista.

“Altra fake news il pericolo che portino malattie; studi scientifici accreditati hanno provato che gli ungulati non sono il serbatoio delle zecche infette né i responsabili della loro proliferazione; le zecche che si cibano del loro sangue non contraggono malattie e quando poi mordono una persona non gli trasmettono nulla; dove non ci sono o ci sono pochi ungulati le zecche infette sono invece più numerose”.

“Follia giuridica e pratica è emettere ordinanze di abbattimento dei daini in ambienti urbani e suburbani, dove si trovano persone che potrebbero essere colpite dalle micidiali pallottole di carabine e fucili a palla intera”.

“Invece di sparargli sarebbe finalmente ora che politici ed amministratori si leggessero le relazioni scientifiche sui risultati delle somministrazioni di vaccini anticoncezionali in diversi paesi del mondo, dagli USA al Canada all’Australia; e commissionassero studi ed applicazioni alle Università ed istituti scientifici italiani; occorre risolvere ancora qualche problema non insormontabile ma la soluzione è questa, con buona pace di chi rema per lasciare tutto come oggi, cioè tanti daini, cinghiali e caprioli nei boschi, cacciatori felici e contadini ed agricoltori “gabbati” da politici che credono ancora che la caccia gli porta voti sicuri” conclude l’Enpa.

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