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I Magazine di IVG.it - La Quinta di Copertina

Due libri per… chi non pone limiti alla propria curiosità e gli osservatori che amano andare oltre

"La quinta di copertina" è la rubrica per gli appassionati di lettura, ogni venerdì due libri consigliati da "La Compagnia dei Lettori"

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La Compagnia dei Lettori è un gruppo nato allo scopo di leggere e parlare di libri condividendo emozioni e riflessioni scaturite da una passione comune. Si riunisce ogni primo martedì del mese alla Feltrinelli di Savona.

Chi desidera partecipare agli incontri, può scrivere a lacompagniadeilettori@gmail.com. In questa rubrica, ogni venerdì, verranno consigliati due libri ad altrettante “categorie” di lettori.

CONSIGLIATO A CHI NON PONE LIMITI ALLA PROPRIA CURIOSITA’

TITOLO: Middlesex
AUTORE: Jeffrey Eugenides (Eugenides si è mostrato restio alle apparizioni in pubblico o a svelare dettagli della sua vita privata, ad eccezione degli incontri con i lettori nel Michigan durante i quali espone minuziosamente l’influenza delle sue esperienze scolastiche nei suoi lavori. Il suo romanzo Middlesex (2002) ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa 2003. Figura, inoltre, nell’elenco dei compilatori dei lemmi del Futuro dizionario d’America (The Future Dictionary of America, 2005).)
EDITORE: Mondadori
ANNO: 2002
PAGINE: 602
PREZZO: 9.80 Euro

CITAZIONE: “Il mondo esterno era finito. Ovunque fossi andato avrei sempre incontrato me stesso”.

TRAMA: Calliope Stephanides, detta Callie, poi Cal, una rara specie di ermafrodito, ha vissuto i primi quattordici anni della sua vita come bambina, senza che nessuno si accorgesse della sua anomalia, fino a quando l’arrivo della pubertà l’ha sottoposta (sottoposto) a inevitabili trasformazioni. E adesso, uomo adulto, vuole scoprire le origini della mutazione genetica responsabile di questa sua “eccentricità biologica”, e per farlo ripercorre l’intensa, drammatica e a sua volta alquanto “eccentrica” storia della famiglia Stephanides.

OPINIONE: Un libro che non smetterà mai di essere apprezzato in quanto un intramontabile tesoro letterario. Middlesex è uno di quei romanzi che fa paura, perché ti mette di fronte, senza filtri, una realtà sempre attuale e cerca di far capire al lettore che bisogna, anzi, ci si deve far vedere per come ci si sente. È un libro che impone empatia su come a volte ci capitino situazioni più grandi di noi da affrontare. Grazie al suo stile mai drastico o pensate, Jeffrey Kent Eugenides fa scivolare la penna in maniera delicata sull’animo di chi è disposto ad aprirsi leggendo questo romanzo. È la dimostrazione di quanto essere diversi in un clima di cambiamento culturale possa essere pauroso, o al contrario, in sintonia con un mondo che sta cambiando. Eugenides cerca di non annoiare e di sorprendere, riuscendoci in pieno con questo romanzo graffiante e ,anticonformista e visionario, trasgressivo e intenso che vinse il Premio Pulitzer per la narrativa nel 2003.

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CONSIGLIATO AGLI OSSERVATORI CHE AMANO ANDARE OLTRE

TITOLO: La ragazza con la Leica
AUTORE: Helena Janeczek (Helena Janeczek, nata a Monaco di Baviera da una famiglia ebreo-polacca, vive in Italia da oltre trent’anni. Poetessa e scrittrice, ha esordito con la raccolta di poesie in lingua tedesca Ins Freie (Suhrkamp, 1989), mentre ha scritto in italiano il suo primo romanzo, Lezioni di tenebra (Guanda 2011, Premio Bagutta Opera Prima), che racconta del viaggio compiuto ad Auschwitz insieme alla madre, che lì era stata prigioniera con il marito. È inoltre autrice dei romanzi Cibo (Mondadori, 2002), Le rondini di Montecassino (Guanda, 2010), finalista al Premio Comisso e vincitore del Premio Napoli, del Premio Sandro Onofri e del Premio Pisa.)
EDITORE: Guanda
ANNO: 2017
PAGINE: 320
PREZZO: 18.00 Euro

CITAZIONE: «Così era finita Gerda Taro, per non aver voluto abbandonare il fronte quando non c’era più nessuna speranza, ed era rimasta ferita a morte come tanti altri, in una strada polverosa; lasciò nelle sue foto testimonianza dell’enorme delitto che era stata la guerra. Aveva dedicato la sua splendida vita a un degno compito, a una giusta causa persa.»

TRAMA: Il 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa: Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto i tempi più duri a Parigi dopo la fuga dalla Germania; Willy Chardack, che si è accontentato del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli ha preferito Georg Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda rimarrà una presenza più forte e viva della celebrata eroina antifascista: Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di vivere, la sua sete di libertà sono scintille capaci di riaccendersi anche a distanza di decenni. Basta una telefonata intercontinentale tra Willy e Georg, che si sentono per tutt’altro motivo, a dare l’avvio a un romanzo caleidoscopico, costruito sulle fonti originali, del quale Gerda è il cuore pulsante. È il suo battito a tenere insieme un flusso che allaccia epoche e luoghi lontani, restituendo vita alle istantanee di questi ragazzi degli anni Trenta alle prese con la crisi economica, l’ascesa del nazismo, l’ostilità verso i rifugiati che in Francia colpiva soprattutto chi era ebreo e di sinistra, come loro. Ma per chi l’ha amata, quella giovinezza resta il tempo in cui, finché Gerda è vissuta, tutto sembrava ancora possibile.

OPINIONE: Questo romanzo è stato:
Finalista al Premio Strega 2018
Finalista al Premio Campiello 2018
Vincitore del Premio Bagutta 2018
Un libro che racconta la vita di Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia, l’amore con Robert Capa, l’avventura di fotografare e la gioia di vivere nella Parigi degli anni Trenta. Ottima narrazione, e ammirevole il contributo dell’autrice di riportare alla luce e all’attenzione dei lettori , attraverso la vita e le fotografie della protagonista, le vicende sanguinose della guerra civile spagnola, evidenziando il contesto sociale nel quale si muoveva la militanza antifascista. La figura della prima fotografa in trincea è affascinante, perché coraggiosa fino all’incoscienza con lo scopo di mostrare al mondo la tragedia che si stava consumando nel cuore dell’Europa , denunciando l’indifferenza delle nazioni non interventiste. Il romanzo è pieno di passioni con una scrittura ricercata e un forte coinvolgimento emotivo. L’autrice si ancora alla verità storica: trova il punto di incontro tra la Storia e le storie immaginate, rintraccia il vero, lo ascolta e lo racconta consegnandoci il ricordo di una creatura incantatrice con una speciale vocazione per la vita. Un inno alla fotografia e soprattutto al potere che ha la lingua universale delle immagini. Questo romanzo “storico” ci insegna ad osservare facendoci capire in una manciata di pagine quante cose ci sono “dietro” una semplice fotografia, che a volte sembra anche quasi un’immagine banale: tanti dettagli, tante sfumature, tanta ricchezza.

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