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Dogane di Savona, Flp Ecofin all’attacco: “Il Laboratorio chimico abbandonato da tutti”

Il sindacato denuncia carenze di organico e mancanze organizzative: "Il porto di Savona-Vadodeve essere una realtà produttiva viva e attraente per rilanciare l’economia provinciale"

Savona. “Mentre gli operatori economici e portuali valutano, dopo il drammatico crollo del viadotto Morandi, le possibili azioni da intraprendere per salvaguardare la portualità ligure ed i traffici commerciali, valutando un maggior coinvolgimento dell’area portuale di Savona e della futura piattaforma di Vado Ligure, l’Agenzia delle Dogane Monopoli sembra restare al palo per quanto riguarda quest’ultima provincia”. A lanciare l’allarme è il coordinamento provinciale Flp Ecofin Savona attraverso Mirko Principato.

“Al momento il Direttore Interregionale dell’Agenzia, che non riveste un incarico di ruolo all’interno della struttura doganale, ha convocato le sigle sindacali, escludendo (incredibilmente, data l’eccezionalità degli eventi) quelle non firmatarie del Contratto nazionale di lavoro, per iniziare a valutare le azioni necessarie a garantire il servizio doganale ma concentrandosi solo su Genova. Non è certo nostra intenzione speculare a fronte dei tragici fatti di questi giorni, ma è nostro compito salvaguardare le capacità lavorative dei lavoratori e delle lavoratrici delle dogane savonesi, che potrebbero, seppur con notevoli sacrifici vista l’endemica carenza di personale, sostenere i colleghi genovesi delle Dogane, salvaguardando i traffici portuali complessivi della Liguria, rischiando però di non avere a disposizione le risorse umane necessarie” spiega Principato.

“Il primo grande malato delle dogane savonesi è il Laboratorio chimico delle Dogane di quella città, che ha il compito di eseguire i numerosi controlli merceologici necessari per l’ingresso delle merci sul territorio comunitario e di sostenere la Procura della Repubblica e le forze dell’ordine nella lotta al traffico di sostanze stupefacenti. Una struttura vitale con strumenti all’avanguardia e altissime professionalità che nell’ultimo anno sta vivendo il suo momento più buio con una gravissima carenza di personale (6 unità a fronte delle 12 previste), un dirigente con sede a Genova che non si è mai recato a visitarlo e che è presente in servizio su Genova mediamente solo per quattro ore al giorno, un Direttore Interregionale che sembra non preoccuparsi di sanare le carenze citate a fronte di un personale che nonostante tutto garantisce il servizio pubblico con estremi sacrifici” attaccano dalla Flp Ecofin.

“Sarà pertanto nostro compito continuare a denunciare le gravi mancanze organizzative al fine di sollecitare delle soluzioni fattive che permettano un miglioramento delle condizioni lavorative dei dipendenti e che rendano il porto di Savona- Vado Ligure una realtà produttiva viva e attraente per gli operatori portuali con lo scopo di rilanciare l’economia della nostro provincia” conclude Principato.

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