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I Magazine di IVG.it - Per un Pensiero Altro

 … diventa normale …

Per un Pensiero "Altro" è la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoledì, partendo da frasi e citazioni, tracce per "itinerari alternativi"

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Perchè non provare a consentirsi un “altro” punto di vista?
Senza nessuna pretesa di sistematicità, ma con la massima onestà intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libertà di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, “tracce per itinerari alternativi”. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.

“Non esistono fiabe non cruente. Tutte le fiabe provengono dalla profondità del sangue e dell’angoscia”

L’osservazione di Franz Kafka sull’aspetto cruento di ogni fiaba ci riporta al nostro ultimo appuntamento nel quale abbiamo compreso che Cappuccetto Rosso è cresciuta, ma mi sembra utile sin da ora chiarire il senso dei titoli che legano gli articoli relativi all’analisi della fiaba in oggetto, intendo affermare che quando qualcosa di assurdo ci appare normale è nostro dovere prendere coscienza del fatto ed interrogarci sulle ragioni che lo hanno determinato … sempre che ci si accorga dell’assurdità di ciò che ci appariva normale fino ad un attimo prima.

Ora, se abbiamo capito che è assurdo che in tempi e luoghi diversi una bimba riceva il medesimo dono dell’identico colore solo se non ci rendiamo conto del messaggio subliminale che la cosa sottende, chiediamoci come mai in un mondo al maschile come quello medioevale, nel quale una donna sola era preda lecita per qualsiasi maschio, sia possibile che in una casetta ai margini del bosco vivano una mamma ed una bambina sole? Che fine ha fatto il papà? Certo, può essere morto o averle abbandonate, ma la coincidenza si replica con la nonna, anch’essa sola, anch’essa ai margini del bosco e, aspetto altrettanto insolito per l’epoca, lontana dall’abitazione della figlia: perchè non vivono assieme specie se la nonnina è malata? E il nonno che fine ha fatto? Ancora coincidenze e, almeno dal mio punto di vista, ancora un assurdo che appare normale, ma, quando l’assurdo diventa normale ecco in agguato il subliminale, e così completiamo ed esplicitiamo il filo conduttore dell’analisi in corso ed il senso dei titoli.

È nostro dovere, a questo punto, cercare di individuare un nuovo messaggio subliminale specie se ci ricordiamo che è ancora una donna che sta raccontando la fiaba davanti al camino, riepiloghiamo: per ora abbiamo una nonna, la figlia e la nipote collegate da una situazione dove il maschile non appare ancora ma che si apprestano ad affrontare un mondo costruito sulla paura spesso generata dalla costituzionale aggressività del maschio, ma andiamo per ordine. Di certo i miei acuti lettori avranno notato che non viene mai chiamata per nome la piccola appena diventata grande, questo perchè l’intera vicenda non riguarda la singola signorina ma tutte le fanciulle che muovono i primi passi nel mondo dei grandi, ed ecco che la mamma incarica la neofita Cappuccetto Rosso di consegnare un cesto con la cena per la nonnina malata. È importante sottolineare che la mamma non suggerisce alla piccola di aggirare il bosco, non è possibile, va attraversato nonostante sia pieno di pericoli che solo ora la ragazzina deve e può affrontare, importante è che non abbandoni la via: la retta via?

Mi sembra fin troppo semplice osservare che la mamma, esperta, indichi il bosco come simbolo delle difficoltà della vita da adulta e la via come il comportamento al quale deve attenersi la donna, le regole, il si deve ed il si può con il conseguente divieto – colpa – espiazione. Un modello che, per chi ha letto quanto precedentemente scritto intorno alle civiltà gilaniche, rispecchia la logica maschile del potere e del controllo. Ma: chi fino a quel momento si è occupata dell’incombenza? Chi conosce già i pericoli del bosco? Chi sa bene chi incontrerà la piccola Cappuccetto? Ovviamente la mamma che, però, non le anticipa nulla, sa bene che sarebbe inutile, ognuno deve fare le proprie esperienze e la donna sa altrettanto bene che la bambina per divenire adulta dovrà vivere le proprie mentre i piccoli in ascolto, più o meno consapevolmente, già sono in attesa e già qualcosa immaginano di quanto accadrà: la fiaba può proseguire …

Per un Pensiero Altro è la rubrica filosofica di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoledì: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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