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Crollo ponte Morandi, monito Cgil: “Agire in fretta, tutelare i lavoratori”

Richiesta di incontro alle istituzioni, il sindacato: "Basta polemiche politiche"

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Liguria. Nei giorni scorsi la Funzione Pubblica Cgil ha inviato alle istituzioni una richiesta di incontro per condividere e sollecitare alcuni interventi a sostegno dei lavoratori pubblici genovesi e liguri e degli utenti dei servizi.

“La catastrofe che ha colpito il capoluogo ligure, oltre alla tragedia che ha portato con sé, avrà delle ripercussioni su tutta la città a partire dalla difficoltà per molti dipendenti pubblici di recarsi sul luogo di lavoro e di conseguenza sui cittadini rispetto alla fruizione dei servizi” affermano Antonio Leandro e Fulvia Veirana, Segretari Generali Fp Cgil Genova e Liguria.

“La Funzione Pubblica Cgil si rende disponibile a collaborare con le amministrazioni in merito al coordinamento degli orari di lavoro laddove è possibile inserire alcune misure straordinarie: in una situazione di grave disagio alla mobilità, che stiamo per sperimentare per una durata presumibilmente lunga, gli usuali strumenti di flessibilità oraria previsti dai contratti nazionali non saranno sufficienti a dare una risposta efficace e non penalizzante a lavoratori e utenti dei servizi che si devono spostare fra il ponente ed il levante della città”.

“Ecco perché è necessario che anche nel pubblico impiego vengano introdotte, come già accade in alcuni ambiti del privato, misure alternative come il lavoro da casa o la rimodulazione degli orari”.

E sul crollo del ponte Morandi: “Le responsabilità in merito a quanto accaduto il 14 agosto scorso vanno accertate perché il crollo del ponte non è, e non potrà mai essere, una tragica fatalità. E’ un percorso che va fatto e in fretta per rispetto delle vittime e dei loro familiari, ma anche per rispetto di una città e di una regione che dopo essersi risvegliate da un incubo, nei prossimi mesi e anni, dovranno fare i conti con i disagi di una mobilità in tilt che rischia di mettere in ginocchio tutto il tessuto produttivo e le aspettative di ripresa”.

Di fronte alla morte e ai problemi che si stanno via via delinando non c’è risarcimento possibile, e crediamo sia corretto, come sostiene il Governo, ragionare sul sistema delle concessioni.

Nel frattempo, quello che ci preme sottolineare è che Genova e la Liguria non hanno tempo da perdere. Non sta a noi individuare la soluzione, ma siamo certi che le demolizioni e la ricostruzione del ponte Morandi debbano partire subito per garantire in tempi certi una viabilità minimamente sostenibile per vivere e lavorare. E’ giusto ragionare sulla opportunità di rinazionalizzare i servizi in concessione, ma qualunque soluzione deve essere subordinata a garantire la tempestiva realizzazione delle infrastrutture essenziali a far ripartire la nostra città e la nostra regione.

Con l’impegno di tutti la tragedia che ci è capitata addosso deve diventare una grande occasione di riscatto a partire dal ripensare i tempi di vita e di lavoro della città in un coerente disegno del sistema di mobilità pubblica e di tutto il sistema dei servizi; ma senza una rapida ricostruzione del ponte Morandi tutte le possibilità di ripresa sono destinate a fallire. Pertanto invitiamo le istituzioni ad abbandonare le polemiche politiche e a lavorare tutti insieme per dare rapide risposte ai tanti problemi che genovesi e liguri si trovano tutti i giorni ad affrontare e per dare a Genova una possibilità di riscatto.

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