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Crollo ponte Morandi, l’esperto della commissione ministeriale: “Cedimento strallo ipotesi seria” fotogallery

Intanto prosegue l'inchiesta della Procura: disposto il sequestro dei ‘monconi’ del ponte crollato

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Genova. Per il crollo del ponte Morandi si pensa che una delle cause possibili sia stata la rottura di uno strallo. “Questa è un’ipotesi di lavoro, un’ipotesi di lavoro seria”. Queste le parole di Antonio Brencich, docente dell’Università di Genova, super esperto nell’ambito delle costruzioni in cemento armato e dell’ingegneria civile e membro della commissione istituita dal ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture per accertare le cause del crollo.

ponte morandi soccorsi croce rossa

Brencich, prima di recarsi in prefettura per la riunione della commissione, ha fatto un breve sopralluogo nella zona del ponte crollato ma non è voluto entrare nel merito del lavoro del nuovo organo di indagine. “L’ipotesi di rottura di uno strallo è avvallata da testimonianze e video che vanno in questo senso, ma sono passati tre giorni ed è prematuro trarre conclusioni”.

Quando parla di “ipotesi di lavoro seria” il membro della commissione ministeriale esclude invece altre opzioni “fantasiose”. “La pioggia, i tuoni, l’eccesso di carico sono ipotesi fantasiose – ha detto – che non vanno prese neanche in considerazione. Sono sciocchezze”.

Antonio Brencich dà poi un parere sulla possibilità che Autostrade possa costruire un nuovo ponte entro la fine dell’anno. “Credo che ci sia stato un fraintendimento – afferma, non senza un certo sarcasmo – in 5 mesi si può far partire l’iter per la progettazione e l’appalto, un ponte del genere non si progetta dal lunedì al venerdì”.

Infine, tranquillizza sulla psicosi crolli, visto il grande numero di ponti e viadotti in calcestruzzo esistenti nel Paese. “Non ci dobbiamo preoccupare – afferma Brencich – generalizzare sarebbe un gravissimo errore, di ponti Morandi ce n’erano due e sono crollati, gli altri ponti che abbiamo in Italia sono controllati, e alcuni sono chiusi proprio perché sono controllati. Sbagliato dare la colpa al calcestruzzo e dire, come ho sentito da alcuni esperti sui media, che ha una vita di 30 anni, questo significa dare un’informazione sbagliata alle persone, esistono strutture del 1860 e del 1920 che esistono e svolgono benissimo la loro funzione, non facciamo passare questi messaggi, le strutture hanno dei problemi di vario genere ma quello principale non è il calcestruzzo”.

E intanto la procura di Genova ha sequestrato i due monconi rimasti del ponte Morandi rimasti in piedi dopo il crollo della campata centrale del viadotto. Le macerie del ponte invece verranno trasferite in un’area individuata dal Comune di Genova (si tratta del deposito Amiu di Campi) dove verranno sequestrate e analizzate dai periti nominati dalla Procura.

Proprio questa mattina i sostituti procuratori Massimo Terrile e Walter Cotugno, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo D’Ovidio, hanno nominato i due consulenti che dovranno spiegare quello che è accaduto martedì mattina: si tratta degli ingegneri Pier Giorgio Malerba, docente al Politecnico di Milano e Renato Buratti di Genova. I due periti sono già sul posto per assistere allo spostamento dei detriti e fare in modo che eventuali elementi di prova non vadano distrutti.

Le ipotesi di reato restano quelle di attentato colposo alla sicurezza dei trasporti, omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Dopo l’acquisizione delle telecamere di Autostrade per l’Italia da parte della polizia stradale la guardia di finanza, che affianca la squadra mobile nelle indagini, sta acquisendo tutti i documenti utili dalla società compreso il contratto di concessione. La procura ha confermato che al momento non ci sono indagati perché prima è necessario capire la causa o che cause del crollo. I periti per la loro relazione hanno chiesto al momento sessanta giorni.

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