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Crollo ponte Morandi, la Cgil: “Evitare l’isolamento del ponente e far subito partire i cantieri già finanziati”

"La Liguria tutta non può permettersi di pagare anche dal versante della sicurezza, del lavoro e del rilancio economico le mancate scelte politiche"

Liguria. “Occorre evitare l’isolamento del ponente Ligure e fare immediatamente partire i cantieri già finanziati”. Lo sostiene il segretario provinciale della Cgil di Savona Andrea Pasa, che analizza le conseguenze (in termini economici) successive al crollo di ponte Morandi a Genova.

“Oltre ad esprimere dolore per le vittime – dice Pasa – la Liguria tutta non può permettersi di pagare anche dal versante della sicurezza, del lavoro e del rilancio economico le mancate scelte politiche che a questo punto devono solo essere rapidamente assunte. Come già comunicato immediatamente dopo la tragedia del crollo del ponte Morandi, la Cgil tutta è profondamente sconvolta dalla tragedia che ha colpito la città il 14 agosto scorso. Il primo pensiero è andato alle innocenti vittime, ai feriti, alle loro famiglie e ai soccoritori che si stanno ancora in queste ore prodigando”.

“Va avviata una seria e veloce riflessione su come la città ed il territorio Ligure, tutto, debbano reagire a questa ennesima tragedia. Una riflessione che traguardi ad un modello di vivibilità, di sicurezza, di viabilità, di lavoro completamente diversi. La Cgil sarà naturalmente parte attiva e propositiva di questa discussione. Lo stesso Governo dovrà prevedere un intervento straordinario per la gestione sia delle emergenze sia per il sostegno economico e lavorativo”.

Crollato ponte Morandi a Genova

Pasa ricorda che “la nostra provincia è già in seria difficoltà, tanto da essere riconosciuta dal Governo come ‘area di crisi industriale complessa’ per la drammatica situazione occupazionale e produttiva causata dalla perdita di oltre 6 mila posti di lavoro e di oltre il 20 per cento della produzione Industriale nel periodo 2008-2017, con gli eventi drammatici di Genova, la situazione se non ‘governata’ potrebbe mettere definitivamente in ginocchio il territorio savonese. Serve con urgenza un intervento sulla rete stradale ed autostradale che possa ridurre al minimo le problematiche di approvvigionamento del materiale alle decine di imprese situate nei territori a ponente di Genova, l’avvio dei cantieri già finanziati per la costruzione delle infrastrutture dà e per il porto di Vado ed è assolutamente necessario in tempi molto brevi un progetto di implementazione della rete ferroviaria almeno per le tratte Savona-Torino e Savona-Alessandria da utilizzarsi sia per il trasporto delle merci che per il trasporto passeggero. Inoltre è fondamentale trovare una soluzione definitiva alle migliaia di persone che giornalmente si devono spostare per lavoro o per studio da Savona al capoluogo Ligure, con un investimento ‘straordinario’ dedicato al trasporto locale soprattutto su ferro”.

“L’obbiettivo deve essere quello di progettare una rete infrastrutturale che consenta a tutti i territori Liguri di essere collegati tra di loro per sfruttare al meglio le potenzialità che ogni territorio oggi ha e potrà avere in futuro, mettendo in campo strumenti e progetti concreti e soprattutto immediatamente cantierabili a partire dalla soluzione alle centinaia di famiglie che purtroppo sono rimaste senza abitazione dopo il crollo del ponte. Infine è necessario accertare, con tempi rapidi, tutte le responsabilità, in modo da rendere giustizia alle persone coinvolte nella tragedia”.

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