IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Lettere al direttore

“C’era una volta Borgio Verezzi”: la lettera di un turista deluso

Nel mirino delle critiche pulizia, ordine e ricchezza di vegetazione

Più informazioni su

Egregio direttore,
passeggiando a Laigueglia la mia attenzione è stata catturata da una frase che campeggia lungo la passeggiata del suo lungomare. Essa recita:
“Il turismo del futuro? Parte dai cittadini residenti, dalla loro qualità della vita, dalla capacità di essere felici, dalla loro cura verso la terra che abitano. I turisti arriveranno di conseguenza” Carlo Petrini.

Pertanto mi sono chiesto se questa citazione potesse essere idonea a rappresentare il pensiero di un qualsiasi abitante, residente, vacanziero da lungo corso, di seconda casa o turista che transita solo per visitare Borgio Verezzi con le sue borgate la sua storia e le sue manifestazioni di spessore, finché dureranno.

Oggi, il passato lo ricordo con nostalgia, quanto stride con la deriva di degrado che si manifesta al cittadino attento che con occhio critico non cammina piegato su un visore di uno smartphone ma osserva quanto lo circonda. Personalmente ritengo che il biglietto da visita di un paese debba soddisfare almeno tre requisiti fondamentali. Pulizia, ordine e ricchezza di vegetazione.

Mai come in questi ultimi anni la pulizia è il requisito mancante più evidente. Intere aree abbandonate all’incuria dove carte fogliame e scarti di ogni genere mescolati fra di loro sono confinati ai bordi delle arterie stradali e li permangono per settimane se non mesi.
L’ordine è un altro elemento che dovrebbe essere governato dalle amministrazioni, alcune aree sono sprovviste di cestini comunali per la raccolta dei piccoli rifiuti tanto da destinare lo scarico degli stessi nelle fioriere delle palazzine, lasciando ad alcuni ancora volenterosi abitanti il compito di svuotarle.

I pali di segnalazione stradale e le condotte del gas che corrono lungo le unità immobiliari sono utilizzati per assicurare le biciclette di giorno e di notte alimentando il paese di un variopinto arredo urbano arrugginito e di cattivo aspetto.

Il verde è lasciato al caso, intere aiuole secche ed aride sono aree destinate alle deiezioni canine, mentre le aiuole verdi e manutentate e curate sono di pertinenza degli immobili. Palme morte da mesi lasciate tristemente al caso mentre sono stati sacrificati spartitraffico dove campeggiavano splendidi esemplari di oleandri che avrebbero ingentilito le vie di percorrenza mentre ora sono consentite pericolose inversioni di carreggiata di auto, moto e furgoni.

A questo si aggiunge non ultimo la carenza di una rete fognaria idonea al mantenimento di un patrimonio comune che è il mare. Mare che continua ad essere violentato e destinato a raccogliere il troppo pieno di alcune vasche di decantazione mai collegate al depuratore per il quale destiniamo parte delle nostre tasse.

Mi auguro che le mie riflessioni per l’attuale amministrazione possano essere interpretate come una critica costruttiva al bene comune al patrimonio comune ed alle generazioni future alle quali auguro loro di ritrovare quelle sensazioni che io avevo cinquanta anni fa.

Cordialmente
Stefano Tandi (Varese)

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.