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Borghetto, giro di vite contro “furbetti” dei rifiuti e conferimenti irregolari. Il sindaco: “Il servizio di Ata non funziona”

Vietato il conferimento a chi non vive o lavora a Borghetto, vietato abbandonre rifiuti fuori dai cassonetti (specialmente gli ingombranti)

Borghetto Santo Spirito. Un’ordinanza contro i “furbetti” dei rifiuti provenienti dai paesi vicini e che vuole rendere più incisivi i controlli contro i conferimenti errati o indebiti. E’ quella emessa ieri dal sindaco di Borghetto Santo Spirito Giancarlo Canepa.

Nel corso degli ultimi mesi è stato accertato “un anomalo conferimento di rifiuti nei cassonetti dislocati sul territorio comunale”. Si tratta per lo più di “rifiuti provenienti da comuni limitrofi e conferiti da persone non residenti, che non vivono né possiedono o gestiscono attività sul territorio e come tali non legati al pagamento di alcuna tariffa di igiene ambientale”.

“Il conferimento di rifiuti da parte di questi soggetti può determinare problemi di tipo igienico-sanitari – ricordano dal Comune – Il servizio di nettezza urbana, infatti, è dimensionato sulla base degli utenti insediati sul territorio. Inoltre, spesso questi rifiuti (indifferenziati ed ingombranti) vengono abbandonati all’esterno dei cassonetti e ciò comporta un aumento dei costi per la raccolta, il trasporto e lo smaltimento. Costi che, ovviamente, vanno a gravare ingiustamente sui contribuenti del Comune di Borghetto Santo Spirito. Il non effettuare una corretta raccolta differenziata da parte di alcuni cittadini pregiudica il risultato di chi, viceversa, la effettua correttamente. In più, ciò impedisce il raggiungimento degli obiettivi di riduzione del materiale conferito in discarica e l’abbattimento dei costi del servizio”.

Alla luce di questa situazione, secondo l’amministrazione comunale è “indispensabile intervenire con specifici divieti e relative sanzioni amministrative, al fine di evitare l’utilizzo scorretto dei cassonetti e degli altri contenitori per la raccolta dei rifiuti solidi urbani dislocati sul territorio”. Per questo motivo, ieri il sindaco Canepa ha emesso un’ordinanza con cui “è vietato il conferimento nel territorio del Comune di Borghetto Santo Spirito di rifiuti non prodotti sul territorio comunale” cioè conferiti da persone residenti, dimoranti o gestori di attività situate in altri paesi. La violazione del divieto comporterà una multa da 100 a 450 euro.

Ancora, è vitato “il conferimento e l’abbandono di rifiuti di qualsiasi genere o provenienza al di fuori dei cassonetti”. La violazione di questo divieto comporterà una multa da 50 a 150 euro.

E’ anche vietato “l’abbandono di rifiuti ingombranti di qualsiasi genere o provenienza al di fuori dei cassonetti”. Si rischia una multa da 100 a 600 euro. In ultimo, è fatto obbligo “a tutti i residenti e dimoranti nel Comune di Borghetto Santo Spirito di effettuare scrupolosamente la raccolta differenziata dei rifiuti come impostata sul territorio comunale; le utenze non domestiche (esercizi commerciali, ristoranti, bar, ecc.) responsabili dei rifiuti prodotti nei propri locali, sono tenuti ad attrezzarsi in merito”. La violazione di questo divieto comporterà una multa da 50 a 150 euro.

Borghetto Bidoni Cassonetti Differenziata

A Borghetto il servizio di raccolta differenziata di prossimità è affidato ad Ata: “Questa gestione purtroppo rappresenta un tasto dolente per tutti i Comuni che si avvalgono del suo servizio – spiega il sindaco Giancarlo Canepa – Lo è a Savona, lo è a Pietra Ligure e nemmeno noi siamo immuni. Lo confermano dati soggettivi, come il tasso di raccolta differenziata, che non è mai andato oltre il 54/55 per cento e che ora, addirittura, pare essere in calo: a giugno siamo arrivati al 52 per cento. Ben lontani dalla percentuale minima del 65 per cento. E’ un problema importante, dato che la percentuale si ripercuote poi sulla qualità del servizio, che da noi non è eccellente”.

Secondo il primo cittadino “ci sono grossi problemi, specialmente nella raccolta dell’organico, che viene conferito dagli utenti in modo irregolare. La domanda che ci siamo posti è: ‘Possibile che questo succeda solo a Savona, Pietra e Borghetto? Che i maleducati siano solo dove c’è Ata e ciò non succeda in modo così eclatante altrove?’. Ovviamente ciò è possibile, ma riteniamo che il problema sia connaturato al progetto di raccolta, che è da rivedere. Così come è strutturato, infatti, il sistema si presta a conferimenti errati. Anche per questo mi sono recato in Provincia per dialogare con il vice presidente Luana Isella e i funzionari addetti”.

Il problema dell’organico è dato dal fatto che “è troppo contaminato per essere raccolto da centri di raccolta dell’umido. Abbiamo provato a declassarlo a rifiuto indifferenziato, ma nemmeno nei centri di raccolta dell’indifferenziato poteva essere stoccato in quanto troppo ‘umido’. L’unica soluzione era trasferirlo all’inceneritore di Torino, con ovvio aggravio dei costi a carico di Ata. Anche in questo caso, però, i materiali sono stati presi con fatica: essendo troppo umidi, infatti, non avevano una buona resa in inceneritore”.

Insomma, a Borghetto la frazione organica è contaminata a tal punto da non andare bene “per nessuno. Per questo motivo abbiamo deciso di indire una gara per affidare ad una ditta la ‘cernita’ dell’organico, in modo che i rifiuti fossero ripuliti e quindi adatti al conferimento. Di solito il costo per la cernita di una tonnellata di materiale è di circa 90/100 euro. Noi abbiamo indetto una prima gara offrendo 120 euro a tonnellata, ma è andata deserta. Abbiamo indetto una seconda gara a 160 euro ma anche questa è andata deserta. Quindi il risultato è che ancora adesso gli scarrabili che partono diretti in discarica tornano indietro pieni perché non vengono accolti, l’umido permane più del dovuto, i bidoni sono maleodoranti e pulizia stradale e decoro urbano ne risentono. E’ un cane che si morde la coda”.

Secondo l’amministrazione borghettina “il problema è insito nel progetto di raccolta. Come Pietra Ligure, anche noi abbiamo avviato controlli mirati volti a sanzionare i conferimenti irregolari, che purtroppo si verificano giornalmente. Questo è l’unico modo per far rispettare il contratto, secondo cui con questo servizio avremmo dovuto raggiungere il 65 per cento di legge. A distanza di tre anni dall’attivazione siamo ancora molto lontani, anzi, la quota sta scendendo. Evidentemente qualcosa non funziona. In questo senso mi sono confrontato con l’Ad Matteo Debenedetti, nel quale ho trovato un interlocutore serio e con cui ho instaurato un ottimo rapporto. Come me, anche lui ha ereditato problemi da chi lo ha preceduto”.

“La nostra priorità ora è arrivare a fine estate senza i problemi che, ad esempio, si sono registrati a Savona. Poi si vedrà. La spernza è che l’ipotetica cessione del ramo d’azienda risolva i problemi”, conclude Canepa.

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