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Via l’assessore Marozzi da Palazzo Sisto, la consulta degli studenti insorge: “Attentato al mondo giovanile” foto

Il rappresentante degli studenti difende il lavoro dell'assessore: "Giovane e preparata, costretti a separarci da un punto di riferimento"

Savona. Il rimpasto della Giunta savonese voluto dal sindaco Ilaria Caprioglio continua ad incassare bocciature. Dopo le strigliate arrivate dai vertici regionali e provinciali di Forza Italia a Lega, adesso anche il rappresentante degli studenti savonesi se la prende col primo cittadino ed in particolare con la scelta di far uscire dall’esecutivo di palazzo Sisto Barbara Marozzi.

“In base a quanto detto dai principali quotidiani, con la presente comunicazione volevo rendere noto, in quanto rappresentante degli studenti a livello provinciale, il mio sconforto e totale disaccordo per quanto riguarda i provvedimenti presi nei confronti dell’assessore Barbara Marozzi. L’intera cittadinanza e in particolar modo i giovani savonesi, rappresentati e tutelati dal nostro organo, la Consulta Provinciale degli Studenti, saranno così costretti a separarsi da un punto di riferimento, un assessore giovane e preparato che conosce, più di nessun’altra personalità interpellata, le necessità dei cittadini più giovani” dice Gabriele Cordì.

“È ammirevole la sua capacità nel comunicare con noi abbandonando tutte le formalità per rendere il rapporto tra le istituzioni e il mondo giovanile più diretto e collaborativo. Abbiamo pensato, ideato e creato insieme tutti i progetti e le iniziative che la Consulta ha avuto modo di offrire alla cittadinanza e non solo, abbiamo in cantiere molte novità per Savona e stiamo lottando per tutelare ed offrire allo studente in Alternanza delle esperienze realmente formative e pertinenti al loro percorso di studi” aggiunge il presidente della consulta provinciale.

“La decisione di sostituire l’assessore Marozzi è un evidente segnale che la Città non pensa più al futuro, non pensa più a noi che viviamo dietro ai banchi di scuola, ma preferisce fare un passo indietro. Questo gesto lo interpreto come un attentato al mondo giovanile, al mondo di chi può ancora sognare ad occhi aperti, al mondo di chi sta facendo piccole grandi cose per rilanciare Savona e trasformarla in una Città a misura di tutti” conclude Cordì.

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