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I Verdi savonesi ricordano Alex Langer: “A 23 anni dalla sua morte il suo insegnamento ci serve più che mai”

Langer fu co-fondatore a Finale Ligure dei Verdi italiani, nonché deputato e primo presidente dei “Verdi europei”

Provincia. I Verdi savonesi vogliono ricordare oggi Alex Langer, scomparso il 3 luglio 1995. “Ambientalista, pacifista, co-fondatore nel 1986 a Finale Ligure, dei Verdi italiani – spiega il portavoce Gabriello Castellazzi – Scrittore, insegnante, giornalista, venne eletto rappresentante dei Verdi nel Consiglio Regionale del Trentino-Alto Adige. Venne poi eletto parlamentare europeo insieme all’alpinista Reinhold Messner, entrambi Verdi si impegnarono in diverse azioni politiche in difesa dell’ambiente. Langer fu il primo presidente del gruppo Verde europeo, gruppo che oggi comprende ben 52 deputati. Colpito in modo grave da asma e depressione decise di lasciarci il 3 luglio, dopo aver scritto ‘Non ce la faccio più… continuate voi in ciò che è giusto'”.

“Una guida per tutti gli ambientalisti – prosegue Castellazzi – una personalità che acquista maggior valore man mano che passa il tempo. Di formazione cristiano-sociale fu promotore di innumerevoli iniziative a livello nazionale e internazionale. Conobbe Don Milani e il Cardinale Loris Capovilla disse dopo la sua scomparsa: ‘Langer ha perseguito ostinatamente la pace, e, insieme, la custodia del creato. Ha inseguito con tenacia questi ideali, ne ha fatto la sua passione di vita’. Nel suo ‘Decalogo per la convivenza’ Alex scriveva: ‘Conoscersi, parlarsi, informarsi, inter-agire: più abbiamo a che fare gli uni con gli altri, meglio ci comprenderemo’. Rileggendo queste parole, nel pieno dell’ondata xenofoba e populista che ci attraversa, ci rendiamo conto di aver bisogno più che mai del suo insegnamento. Il concetto di conversione ecologica(stile di vita individuale e trasformazione della società) è centrale nel pensiero e nell’azione di Langer”.

“Nella nostra provincia – fa notare il portavoce dei Verdi – dobbiamo constatare come alcuni Comuni siano più disponibili all’accoglienza, altri meno, ma non è con le paure e le chiusure che si risolvono i problemi. Famiglie intere, mamme con i loro bambini, fuggono dalle guerre e dalla fame, centinaia di loro muoiono nel nostro Mediterraneo. Di fronte a questa realtà non si possono chiudere i porti, erigere muri, stendere fili spinati, fomentare nazionalismi e sovranismi: la storia insegna che da loro sono sempre scaturite guerre e miseria”.

“L’ambientalismo di Alex Langer vuole essere alla base della nostra azione, orientata a capire le cause delle migrazioni forzate e disperate: la mancanza d’acqua, l’inquinamento, la distruzione per sfruttamento delle risorse naturali, le diseguaglianze e le guerre che ne conseguono. A 23 anni dalla scomparsa Langer è ancora presente con il suo messaggio per un nuovo orizzonte ecologico e per una civiltà di pace” conclude Castellazzi.

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