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Lettere al direttore

TPL con disservizio pubblico

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Oggi alle ore 12,19 salgo sul bus TPL diretto a Cairo Montenotte, siamo una trentina di passeggeri, il mezzo evidenzia uno stato di vetustà e diversi rumori che mi impensieriscono, infatti poco prima dell’abitato di Cadibona si arresta e nonostante i tentativi dell’autista non prosegue.

Passano una decina di minuti e il conducente riesce a farlo ripartire ma il bus prosegue quasi a passo d’uomo e si arresta definitivamente al bivio per Altare, qui scendiamo sotto il caldo afoso e raggiungiamo la fermata a richiesta posta in direzione di Altare.

Precedentemente l’autista ha chiamato via cellulare l’azienda per comunicare il problema e chiedere un mezzo alternativo.

Dopo una decina di minuti arriva un bus, funzionante, e ci carica tutti ma , sorpresa!, qualcuno chiama sul cellulare chi guida, dandogli indicazione di fermarsi poco prima di Vispa e di fare scendere i passeggeri che troveranno un altro mezzo diretto a Cairo Montenotte, sembra di vivere al tempo delle diligenze.

Io arrivo a Carcare con quel bus, poco prima delle ore 14. Per coprire 25 chilometri ho impiegato quasi due ore, cambiando tre mezzi.

Questa situazione ridicola ma non troppo, ha creato un forte disagio per molti utenti, molti dei quali sono muniti dell’abbonamento mensile che hanno acquistato dal TPL pagando 42 euro e fidando in un servizio pubblico alla altezza di un paese civile.

Alcuni dei passeggeri hanno delle situazioni di disagio sanitario e dovevano essere a casa per assumere dei farmaci, altri dovevano recarsi al lavoro, altri dovevano raggiungere i propri cari, altri sono anziani che comunque hanno il buon diritto di andare da un luogo ad un altro pagando il corrispettivo di un documento di viaggio.

Inoltre non dimentichiamo che si tratta di un pubblico servizio nel 2018, in un paese che si dice civile, per cui ci si aspetta efficienza, funzionalità e correttezza , altrimenti chi può, usa l’auto privata ma sappiamo benissimo che non tutti sono nelle possibilità economiche di viaggiare con l’auto per tutta una serie di motivi, economici, per carenza di parcheggi, per la presenza di una rete di rilevatori di velocità e perchè non tutti ce l’hanno l’auto, ecco la ragione per cui, paghiamo il biglietto ma ci aspettiamo che i mezzi pubblici ci portino a destinazione.

Roberto Nicolick

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