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Sentenza su ammanchi nei conti della Caritas albenganese, Diocesi: “Vicinanza ai due sacerdoti”

Il commento dopo le condanne in primo grado di Don Rosso e Don Licciardello

Albenga. “La Diocesi prende atto della sentenza; attendiamo i futuri sviluppi poiché si tratta di un primo grado di giudizio”. Questo è il commento della Diocesi albenganese dopo la sentenza del Tribunale di Savona sul caso degli ammanchi nei conti della Caritas Diocesana.

All’esito del procedimento Don Carmelo Licciardello è stato riconosciuto colpevole per il reato di appropriazione indebita per i fatti contestati in ordine agli anni dal 2011 al 2013 e condannato alla pena di anni 1 e mesi 10 di reclusione e 700 euro di multa, con il beneficio della sospensione condizionale della pena ed il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, oltre a dover risarcire la Diocesi di Albenga – Imperia dell’importo di 3.000 euro, mentre è stato assolto per gli episodi contestati e commessi dopo il 2013 per non aver commesso il fatto.

Don Renato Rosso è stato riconosciuto colpevole per i reati di appropriazione indebita, malversazione e truffa ai danni dello Stato e condannato alla pena di anni 3 e mesi 8 di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, oltre a dover risarcire alla Diocesi la somma di 561.841,72 euro mentre è stato assolto per l’appropriazione indebita relativa agli ammanchi per le adozioni a distanza.

Antonella Bellissimo, che svolge le mansioni di segretaria nell’ufficio della Caritas Diocesana, è stata assolta dall’accusa di appropriazione indebita in concorso con Don Renato Rosso, perché il fatto non costituisce reato.

“Riaffermiamo fiducia nell’opera della magistratura, ma al tempo stesso esprimiamo la nostra vicinanza ai due sacerdoti coinvolti e manifestiamo piena stima nell’impegno della nostra Caritas Diocesana al servizio specialmente degli ultimi e incoraggiamo i fedeli e l’opinione pubblica a continuare a sostenere la sua benemerita e preziosa missione” conclude la Diocesi ingauna.

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