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“Reparto prevenzione crimine allo sbando in LIguria”: le preoccupazioni del Siap

"Vengono assimilati ad appendici degli Uffici Prevenzione Generale delle varie questure presenti sul territorio"

Liguria. “In un momento delicatissimo per la sicurezza sul territorio nazionale, stiamo assistendo al graduale ma costante di depauperamento di uno dei Reparti che avrebbero dovuto rappresentare il fiore all’occhiello della Polizia di Stato per la lotta alla criminalità organizzata sul territorio ligure”. A dirlo è Roberto Traverso dirigente nazionale del Siap, il Sindacato Italiano Appartenenti Polizia.

“I Reparti Prevenzione Crimine sono stati istituiti con un decreto specifico del Capo della Polizia con il quale sono state indicate le modalità di utilizzo del personale al fine di assicurare sul territorio una presenza efficace, dinamica e incisiva a supporto dell’attività d’intelligence e dell’Autorità Giudiziaria. In questi ultimi mesi il segnale che è arrivato sul territorio ligure e nazionale da parte del Dipartimento della Pubblica Sicurezza è chiaro e si concretizza grazie all’azione dei Dirigenti dei Reparti Prevenzione Crimine che localmente si dimostrano assolutamente impotenti a dimostrare una propria autonomia funzionale che di fatto è stata spazzata via dalle direttive che provengono dalla Direzione del Servizio Centrale” prosegue Traverso.

“In pratica giorno dopo giorno i reparti in argomento vengono assimilati ad appendici degli Uffici Prevenzione Generale delle varie questure presenti sul territorio. Una chiara dimostrazione che la carenza di risorse presente all’interno la Polizia di Stato sta obbligando l’Amministrazione a far convergere il personale sua attività primarie come quelle del controllo del territorio. A questo punto occorre che chi di competenza abbia il coraggio di assumersi le proprie responsabilità e dichiari fallito il progetto dei Reparti Prevenzione Crimine e dia la possibilità, ai poliziotti che hanno creduto in questa nuova specifica professionalità all’interno della Polizia di Stato, di ritornare ai propri uffici di appartenenza. Non è accettabile che a Genova, per esempio, quasi 80 poliziotti siano diventati merce di scambio appetibile ai vari Questori che sul territorio nazione hanno bisogno di risorse per tamponare le deficienze acute dei propri organici” aggiunge il dirigente del Siap.

“Impieghi in servizi senza regole sugli orari di lavoro, spostamenti sul territorio nazionale in viaggi che vengono effettuati senza criteri minimi di sicurezza e mansioni lavorative imposte al personale senza il dovuto addestramento professionale. Tutto questo sotto gli occhi di Dirigenti assolutamente privi di autonomia funzionale che vengono comandati come automi dal centro, da un servizio che evidentemente ha deciso di stravolgere la professionalità dei Reparti Prevenzione Crimine. Per quanto concerne il Reparto ligure dopo la denuncia del SIAP per l’utilizzo improprio del Reparto per scortare la Polizia Municipale oppure gli autobus per prevenire aggressioni o atti di vandalismo, l’ulteriore novità negativa sarà quella dell’aggregazione del Reparto a Rimini (decorrenza 20 luglio 2018) per andare a rafforzare le ‘volanti’ di una località turistica particolarmente affollata” osserva Traverso.

“Situazione assurda e paradossale che offende la progettualità professionale insita nel citato decreto d’istituzione dei Reparti Prevenzione Crimine. Per questo continua la nostra battaglia per cercare di arginare questa deriva forti dell’importante presa di posizione già assunta dalla Segreteria Nazionale del nostro sindacato il quale ha chiesto un confronto urgente con il Dipartimento della Pubblica Sicurezza” conclude Traverso.

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