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Regione, Vaccarezza: “Nel palazzo di piazza De Ferrari uno spazio dedicato ai martiri di Nassiriya” foto

"Noi non dimentichiamo chi alla patria ha donato il suo bene più prezioso: la vita"

Regione. Questa mattina il presidente del gruppo consiliare di Forza Italia in Regione, Angelo Vaccarezza, ha depositato un ordine del giorno (sottoscritto anche dal segretario del consiglio regionale Claudio Muzio) riguardante i martiri di Nassiriya.

Nel documento viene chiesto al governatore Giovanni Toti di farsi parte attiva affinché all’interno del palazzo di piazza De Ferrari venga intitolato uno spazio “alle vittime degli attentati che nel territorio di Nassirya il 12 novembre 2003 e il 27 aprile 2006 spezzarono le vite di 23 nostri compatrioti fra civili ed appartenenti alle forze armate”.

“Ho ritenuto doveroso chiedere che venga dedicato uno spazio ai caduti di Nassiriya – ha commentato Angelo Vaccarezza – per diversi motivi; in primis, sarebbe importante se questa intitolazione venisse fatta quest’anno, in cui cade il quindicesimo anniversario del primo attentato, data che ha segnato un preciso cambio di passo nelle esistenze di tutti gli Italiani, che ha disegnato con precisione davanti agli occhi di tutti la tragedia di una realtà che fino ad allora nessuno aveva minimamente immaginato. È un gesto che ha il valore della memoria: trovare e intitolare loro luogo che li ricordi è un segno che resterà nel cuore di tutti”.

“Con questa richiesta, desideriamo che i nostri fratelli ‘andati avanti’ servendo lo Stato, il nostro paese, seguendo i loro valori, che sono anche i nostri, abbiano un angolo speciale,
Tutti possiamo ricordare. Tutti siamo impregnati di un ricordo che avvolge le nostre esistenze. Il pensiero di questi attentati, delle vite spezzate di questi ragazzi resta un dolore che il tempo non cancella, ma attenua tenendo accesa la memoria dei nostri eroi. Oggi siamo qui per assolvere a quello che per me è un imperativo: attraverso un atto concreto, ricordare la figura di coloro i quali sono parte della nostra storia, e hanno operato in vita servendo lo Stato, facendosi interpreti dei più alti valori nazionali. Noi non dimentichiamo chi è morto per noi. Noi non dimentichiamo chi alla patria ha donato il suo bene più prezioso: la vita”.

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