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Regione, da gennaio 2019 videosorveglianza in tutte le strutture sociosanitarie

Viale: "Innovazione tecnologica indispensabile per autorizzazione, garanzia per ospiti e operatori"

Regione. “Da gennaio 2019 tutte le strutture sociosanitarie dovranno aver installato un sistema di videosorveglianza, requisito indispensabile per ottenere e mantenere l’autorizzazione all’esercizio dell’attività sulla base delle innovazioni tecnologiche previste dalla terza parte della riforma del sistema sociosanitario, approvata a maggio dello scorso anno. Siamo convinti che si tratti di un passo avanti importantissimo, nell’interesse non solo degli ospiti anziani, disabili e psichiatrici delle nostre strutture ma anche degli operatori”.

Così la vicepresidente e assessore alla sanità di Regione Liguria Sonia Viale in merito all’approvazione da parte del consiglio regionale della proroga dei termini per l’installazione dei sistemi di videosorveglianza, inizialmente prevista a giugno di quest’anno.

L’approvazione odierna da parte del consiglio segue il parere favorevole della commissione sulla delibera approvata il 26 giugno scorso dalla giunta dopo una serie di incontri tra Alisa e gli enti gestori. È infatti previsto l’obbligo per gli enti gestori di installare un sistema di videosorveglianza nelle strutture, con un sistema a circuito chiuso che garantisca esclusivamente le riprese video (non audio) degli ambienti, nel rispetto delle normative sulla privacy.

“Con questa proroga – conclude l’assessore Viale – consentiamo agli enti gestori di provvedere a soddisfare il requisito richiesto dalla normativa, anche nei casi in cui potrebbero insorgere problematiche legate all’installazione, come nel caso di edifici soggetti a vincoli”.

“Una decisione importante – sottolinea il consigliere Pd Pippo Rossetti, primo firmatario della proposta di legge – che riesce a tamponare una situazione di vuoto normativo, dovuta alle incertezze di Alisa su come le strutture debbano effettuare la video o forse anche l’audio sorveglianza. Visto che in questi mesi non si è stati in grado di trovare delle linee guida chiare, in attesa che Alisa prenda una decisione, sono contento di essere riuscito, con questa legge, a regolarizzare l’attuale situazione. Adesso però si lavori per arrivare a delle regole precise e valide per tutti, garantendo, oltre alla sicurezza, anche la privacy dei malati”.

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