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Presunte pratiche irregolari per sanare abusi edilizi nel Comune di Alassio: chieste 7 condanne

L'inchiesta è quella che aveva portato alle dimissioni dell'allora vicesindaco Sibelli che è finito a giudizio insieme al dirigente dell'urbanistica Luigi Tezel ed altre 5 persone

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Savona. Sette richieste di condanna per abuso d’ufficio e falso. Sono quelle avanzate questa mattina dal pm Cristiana Buttiglione nell’ambito del processo relativo all’inchiesta che, nella primavera del 2012, aveva colpito l’ufficio urbanistica del Comune di Alassio portando anche alle dimissioni dell’allora vice sindaco Luigi Sibelli.

Proprio Sibelli era finito a giudizio insieme a Luigi Tezel, coinvolto in qualità di dirigente facente funzioni del servizio Urbanistica ed Edilizia Privata del Comune, Igor Boscione, impresario edile che si occupò di uno degli interventi finito nel mirino degli inquirenti, Fausto Faustelli, proprietario di uno degli immobili al centro dell’inchiesta, Francesco Pelle, fotografo, e Nadia Pelle, moglie di Sibelli, e l’avvocato Mauro Vallerga, legale di Faustelli, chiamato in causa perché – secondo la Procura – insieme al suo cliente “si sarebbe accordato con Tezel sulla condotta illecita e fraudolenta da tenere”.

Questa mattina, il pm Buttiglione ha chiesto la condanna per tutti con pene che vanno dai 12 mesi ai 24 mesi di reclusione: per Tezel due anni di reclusione, per Luigi Sibelli un anno e sei mesi, per Vallerga un anno e due mesi, per Nadia Pelle un anno e 4 mesi, per Faustelli un anno e 8 mesi, per Francesco Pelle un anno e 4 mesi, per Boscione un anno di reclusione. La discussione è andata avanti anche nel pomeriggio, ma la sentenza è attesa per mercoledì mattina quando il pubblico ministero replicherà alle arringhe dei difensori (gli avvocati Carrara Sutuor, Vincenzi, Lamberti, La Corte, Martino, Pischedda, Amoretti, Mazzitelli e Varalli).

Per tutti gli imputati le accuse, in concorso e a vario titolo, sono appunto di falso e abuso d’ufficio in relazione a due pratiche perché – secondo il pm – avrebbero presentato documenti, fotografie e dichiarazioni con delle irregolarità per fare in modo di sanare degli abusi edilizi.

Inizialmente agli indagati era stato contestato anche il reato di abusi edilizi ed ambientali, ma le accuse erano cadute già in udienza preliminare davanti al gip Maurizio Picozzi che aveva infatti pronunciato una sentenza di non luogo a procedere per Tezel, Sibelli, Faustelli e Nadia Pelle per “sanatoria” (in relazione all’aumento di volume di un immobile), mentre per Tezel, Faustelli, Vallerga e Boscione per “prescrizione” (in questo caso le contestazioni ruotavano intorno alle presunte irregolarità nella realizzazione di una veranda).

Restavano quindi in piedi solo le accuse di falso e abuso d’ufficio che, secondo l’accusa, gli imputati avrebbero commesso per regolarizzare gli illeciti edilizi contestati dalla Procura. In un caso il privato avrebbe chiesto e ottenuto di realizzare un volume edilizio di 22 metri cubi, affermando, corredando la pratica con tanto di fotografie (secondo l’accusa “taroccate” con Photoshop da Pelle) che nel luogo interessato l’immobile non esisteva, mentre invece era già presente. Tanto che il Comune di Alassio, nel 2011, ne aveva ordinato la demolizione.

Tezel e il vicesindaco Sibelli sono anche accusati di aver “ricompensato” Boscione, che avrebbe collaborato nel dichiarare il falso a proposito dell’intervento edilizio nell’immobile di proprietà di Faustelli, inserendo la sua ditta nell’elenco dei fornitori del Comune senza eseguire una gara pubblica.

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