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Porto, sindacati all’attacco: “Confindustria Genova non può decidere su Savona”

Le indiscrezioni trapelate in queste ore sull'organizzazione lavorativa ha mandato su tutte le furie i sindacati

Savona. “Non possiamo acconsentire che sia Confindustria (Genova) a decidere, annunciandolo, per giunta sugli organi di stampa, chi debba venire a lavorare sulle banchine del Porto di Savona”. Così la Filt-Cgil savonese commenta le indiscrezioni trapelate in queste ore sull’organizzazione lavorativa del bacino portuale.

“C’è una AdSP che ha aperto il percorso per arrivare a definire, come previsto dal c.d. “correttivo porti”, l’organico porto della AdSP che, stante le comunicazioni verbali ricevute dalla organizzazioni sindacali, nelle occasioni di confronto recentemente avute, dovrebbe essere composto dalla sommatoria dell’organico porto dei due bacini (Genova e Savona), comprendente, per ogni bacino, i dipendenti delle imprese autorizzate art. 16, art. 18 e degli art. 17 (Compagnie Portuali) presenti, operanti ed autorizzate, nei due scali” aggiunge il sindacato.

“C’è una AdSP che è impegnata (si spera) nella risoluzione della problematica della “autoproduzione”, più facilmente risolvibile (forse) su Genova e più articolata e complessa su Savona dove alcune imprese terminalistiche e compagnie di navigazione, pretenderebbero di continuare a praticarla! C’è il Sindacato che continuerà a svolgere il proprio ruolo di rappresentanza sociale, dando voce alle esigenze dei lavoratori, nelle varie fasi di confronto sui temi del lavoro”.

E la Filt Cgil aggiunge: “La AdSP ha iniziato la definizione dell’organico porto, è aperto il confronto sul tema dell’autoproduzione (e ancora una volta la Filt-Cgil di Savona sollecita la AdSP ad accelerare i tempi per risolvere il contenzioso) superando le resistenze da parte dei terminalisti e delle compagnie di navigazione interessate al problema, ci sono i temi della sicurezza, della formazione, dell’accompagnamento alla pensione, sulla base delle attuali leggi, per i soci delle compagnie”.

“La Filt e la Cgil Savona, su tutti questi temi sono pronte a confrontarsi, come a lavorare per realizzare le opportune e possibili sinergie per garantire sviluppo dei traffici, insieme alla sicurezza sul lavoro, per sviluppare i livelli occupazionali, insieme alla tutela della qualità del lavoro, nel rispetto delle norme e delle regole vigenti” conclude il sindacato.

Anche la segreteria Uiltrasporti “esprime il suo dissenso e la sua contrarietà rispetto alla posizione di Confindustria Genova riguardante la possibilità che i camalli genovesi possano essere impiegati nello scalo savonese. ‘Siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative per bloccare questa idea che potrebbe avere conseguenze dirompenti nell’equilibrio del lavoro di entrambi gli scali’.

“Risulta incomprensibile anche che circa le modalità di impiego dei lavoratori del porto sia Confindustria Genova a dettare le regole e non l’Autorità di Sistema Portuale che proprio in questi mesi dovrebbe essere impegnata ad affrontare il tema dell’organico porto che dovrà tenere conto delle diverse specificità dei due scali”.

“Riteniamo inoltre che sarebbe auspicabile la convocazione da parte dell’Autorità di Sistema Portuale del tavolo di confronto che attendiamo ormai da mesi riguardante l’autoproduzione, le regole del lavoro e l’applicazione del correttivo porti, soprattutto nella parte riguardante la possibile fuoriuscita dei lavoratori delle Compagnie portuali di Genova e di Savona” conclude la Uil.

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