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Piaggio, sindacati all’attacco: “La politica si assuma le proprie responsabilità”

"Il programma di acquisto di droni da oltre 760 milioni di euro in 16 anni è fondamentale per la sopravvivenza dei due siti di Genova e Villanova di Albenga"

Genova. “Il programma di acquisto di droni da oltre 760 milioni di euro in 16 anni annunciato nei mesi scorsi dal Ministero della Difesa per il maxi ordine dei velivoli a pilotaggio remoto, è fondamentale per la sopravvivenza dei due siti di Piaggio Aerospace a Genova e a Villanova di Albenga, luoghi in cui lavorano oltre 1.300 lavoratori e le aziende dell’indotto in primis la Laerh. Il tema è stato al centro dei lavori di martedì 3 luglio della Commissione Difesa che si riunirà ancora nella giornata di oggi mercoledì 4 luglio alle ore 15.00. Il relatore del Movimento 5 Stelle ha avanzato dubbi di carattere finanziario e tecnico che rischiano di compromettere seriamente il finanziamento stesso”. A dirlo sono le segreterie di Cgil, Cisl e Uil di Genova, Savona e Liguria, insieme a quelle di Fim, Fiom e Uilm Genova e Savona.

“I lavoratori attendono ormai da un anno un intervento forte e deciso da parte del Governo a tutela dell’intera occupazione oggi esistente nei due stabilimenti liguri e dell’indotto. Non servono atti unilaterali e inspiegabili da parte della politica che causerebbero la chiusura dei due stabilimenti liguri e metterebbero a rischio oltre 1.300 posti di lavoro in una regione come la nostra già drammaticamente colpita dalla deindustrializzazione degli ultimi 10 anni. È invece necessario che la politica tutta, dalla Regione Liguria, a cui abbiamo spiegato il problema poche settimane fa al nuovo Assessore allo Sviluppo Economico, e cercato il Presidente senza successo, e i ministeri competenti, si attivino con la proprietà aziendale affinché vengano mantenuti gli accordi sottoscritti con il precedente Governo nel giugno 2014” aggiungono i sindacati.

“Contrariamente, se venisse confermata la volontà da parte delle forze politiche di maggioranza di cancellare il finanziamento sarà loro onere quello di dover spiegare al territorio, e soprattutto ai lavoratori savonesi e genovesi, il perché di questa scelta che farebbe scomparire una importante realtà non solo ligure ed italiana, ma una eccellenza a livello mondiale e causerebbe la perdita di numerosi posti di lavoro. Le Organizzazioni sindacali non difendono gli interessi dell’azienda, che in questi anni ha più volte cercato di aggirare gli accordi, ma pretendono, come hanno fatto sino ad oggi con mille difficoltà, garanzie occupazionali per tutti i lavoratori che oggi sono interessati da questa vicenda nei due stabilimenti liguri, in Laerh ad Albenga e per quanti ancora in azienda non ci sono perché sospesi in cassa integrazione. Non servono atti di protagonismo di qualcuno, sono invece necessarie azioni concrete a difesa dell’industria d’eccellenza di questo territorio e dell’occupazione” concludono da Cgil, Cisl e Uil di Genova, Savona e Liguria, insieme a quelle di Fim, Fiom e Uilm Genova e Savona.

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