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Oggi e domani al NuovoFilmStudio di Savona: Io sono tempesta

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Io sono tempesta
di Daniele Luchetti, con Marco Giallini, Elio Germano, Eleonora Danco – Italia 2018, 97′

mar 10 luglio (17.00 – 21.15)
mer 11 luglio (21.15)

Numa Tempesta è un finanziere che gestisce un fondo da un miliardo e mezzo di euro e abita da solo nel suo immenso hotel deserto, pieno di letti in cui lui non riesce a chiudere occhio. Tempesta ha soldi, carisma, fiuto per gli affari e pochi scrupoli. Un giorno la legge gli presenta il conto: a causa di una vecchia condanna per evasione fiscale dovrà scontare un anno di pena ai servizi sociali in un centro di accoglienza. E così, il potente Numa dovrà mettersi a disposizione di chi non ha nulla, degli ultimi. Tra questi c’è Bruno, un giovane padre che frequenta il centro con il figlio, in seguito ad un tracollo economico…

Il nuovo film di Daniele Luchetti, interpretato da Marco Giallini ed Elio Germano, è una sorta di parabola amara e giocosa sul fascino del potere e del denaro esercitato sui più economicamente deboli. Luchetti torna a miscelare ipotesi e realtà in una satira credibile nei contorni e vibrata nei toni, anche in quelli della recitazione. Nelle sue intenzioni c’è il ritratto di un Paese che sta cambiando pelle ma che rimane ben ancorato ai suoi peggiori difetti: il qualunquismo, la rincorsa della ricchezza facile, e quella corruttibilità secondo cui tutti, nessuno escluso, hanno un prezzo. Focalizzato su personaggi e ambienti, “Io sono Tempesta” fa mostra di un lavoro notevole in fatto di ricerca sul campo, offrendo una visione realistica delle condizioni di vita dei reietti e una stellare rappresentazione della Roma del lusso e della bellezza senza tempo. La sempre precisa ed eloquente fotografia di Luca Bigazzi e l’ottima messa in scena del regista raccontano con toni lievi e surreali la vicenda: carismatico, affascinante, luciferino eppure bonario e generoso coi suoi nuovi “amici”, il Tempesta di Marco Giallini è un personaggio che finisce per essere meno peggio di quello che sembra; mentre il Bruno di Elio Germano, povero ma non disperato, si trasforma in un buffo, paradossale e un po’ patetico alter ego del finanziere. Alla fine, come nel miglior cinema di Luchetti, bisognerà chiedersi: chi sono i buoni, se ci sono?

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