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Nessuna diserzione per l’ex comandante dei carabinieri di Albisola: sentenza confermata in appello

Per l'ex maresciallo Martinez non resta in piedi nemmeno l'accusa di allontanamento illecito: il comando legione di Genova aveva rinunciato a procedere penalmente

Savona. La corte d’appello di Genova ha confermato la sentenza di primo grado con la quale, nel maggio del 2017, il tribunale di Savona aveva fatto cadere l’accusa di diserzione per l’ex maresciallo e comandante della stazione dei carabinieri di Albisola Salvatore Martinez.

L’ex militare (è stato riformato dall’Arma per motivi di salute) era finito a giudizio per diserzione perché, secondo l’accusa, era andato in licenza per più di cinque giorni (per la precisione dal 22 al 27 dicembre del 2014) senza la necessaria autorizzazione. Già il giudice Francesco Giannone aveva però pronunciato una sentenza di non doversi procedere per mancanza di condizione di procedibilità dopo aver riqualificato il reato contestato all’imputato in quello di allontanamento illecito. Un verdetto confermato anche questa mattina in secondo grado.

L’avvocato Ignazio Carta, che difendeva Martinez con la collega Mara Tagliero, da subito aveva sostenuto che non ci fossero i presupposti per contestare la diserzione visto che l’allora maresciallo aveva chiesto una licenza ordinaria solo per le giornate del 22, 23 e 24 dicembre, mentre per le giornate di Natale e Santo Stefano (il 25 e 26) la sua assenza dal lavoro era giustificata dal riposo settimanale.

“Se l’assenza dal lavoro si protrae illecitamente per più di 5 giorni scatta la diserzione, ma occorre valutare l’aspetto formale dell’assenza. E’ acclarato che in questo caso si parli di 5 giorni consecutivi di assenza, ma parliamo di due periodi diversi di licenza, prima quella ordinaria, interrotta da due giorni di riposo, e poi una giornata di licenza speciale”.

“Qui non è un problema capire se la licenza l’avesse chiesta oppure no, ma è importante valutare che il 25-26 dicembre Martinez risulta a riposo e queste giornate non vanno conteggiate come licenza. Non esiste una legge che dice che quei due riposi si intendono come licenza. La verità è che ci sono tre giorni, forse illegittimi, di assenza e poi due giorni di riposo legittimi. Quindi la diserzione non si può contestare perché non è provato che quei giorni di riposo fossero illegittimi” ha specificato il legale che poi si è soffermato proprio sulla mancanza dei requisiti di procedibilità nel caso in cui fosse stato riconosciuto il reato di allontanamento illecito.

Per i reati militari punibili con un massimo di 6 mesi di reclusione, infatti, la richiesta di procedimento penale deve essere formalizzata dal comandante di corpo, in questo caso il comandante della legione carabinieri di Liguria di Genova. Proprio dalla legione carabinieri ligure, in una lettera del 3 luglio 2015, in risposta alla Procura militare di Verona, in riferimento all’ipotesi di accusa di diserzione nei confronti di Martinez, si precisava di non voler procedere “disciplinarmente”.

L’accusa di diserzione era stata contestata nell’ambito dell’indagine aperta dalla procura di Savona nei confronti di Martinez per peculato, falso in atto pubblico e truffa ai danni dello Stato per aver allacciato le utenze domestiche di acqua e luce del suo alloggio di servizio ai contatori della caserma e per l’errata compilazione di alcuni documenti sui consumi e sulle presenze al lavoro: reati per i quali ha patteggiato due anni di reclusione con la sospensione condizionale della pena. La difesa (l’avvocato Tagliero) però si era opposta con decisione all’ipotesi di far rientrare nel patteggiamento anche il reato di diserzione tanto da ottenere di procedere proprio con il rito abbreviato condizionato all’audizione di alcuni testimoni.

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