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Miracolo Cantera: tre podi alla Copa Catalunya 2018 foto

La felicità del selezionatore Felicino Vaniglia: "Lavoro, sacrifici, serietà ed impegno sono stati ripagati"

Barcellona. Iscrittasi alla Champions League iberica (svoltosi in Costa Brava dal 24 al 30 giugno) con ben tre squadre delle categorie Under 16, Under 17 e Under 19 (per un totale di 39 giovani calciatori) la quotatissima Asr Cantera Torre de Leon dal 2017 affiliata alla Asd Fortezza Savona Libertas (registrata Coni) è riuscita nell’impresa straordinaria di salire per tre volte sul podio conquistando un argento e due bronzi. Una tripletta prestigiosa che allunga la già ricchissima bacheca del sodalizio biancorosso e sposta i limiti dei risultati perseguibili ad un passo dal virtualmente impossibile.

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Da brividi la coreografica finalissima persa dalla formazione 2001 contro i fortissimi cadetti baschi del Combinado de Eskaja con tutti i ragazzi della blancoroja abbracciati insieme e commossi dalle note dell’inno di Mameli e orgogliosi per aver portato sul tetto di Europa i colori della città della Torretta Leon Pancaldo. Uno spicchio d’Italia, uno scorcio del bel ponente ligure, un frammento di savonesità in festa quasi a far da contraltare alla bruciante non qualificazione della Nazionale azzurra ai mondiali di Russia.

Emozionante anche la semifinale degli Under 16 usciti su penalty all’ultimo minuto realizzato dai polacchi del Karpaty e vincenti ai rigori per la gara contro l’Asd Isola che è valsa il terzo posto. Con 5 gare vinte su 6 giocate, 11 reti fatte ed un solo gol subito hanno disputato un torneo su livelli straordinari. Infine a sorpresa Juniores terzi causa penalità inflitte a chi avrebbe dovuto disputare la finalina e non si è presentato.

Il successo tecnico-sportivo-aggregativo dei Vaniglia boys assume il carattere dell’eccezionalità specie in considerazione del fatto che mai come in questa edizione il torneo è stato quantitativamente e qualitativamente di livello molto elevato. Il condottiero della “leggendaria” spedizione Felicino Vaniglia, contentissimo per l’affermazione superlativa delle promesse del calcio giovanile savonese, come sempre sul pezzo sprizza una felicità incontenibile coccolandosi il suo magic team: “Vedere tanto lavoro, tanti sacrifici, tanto impegno venir premiati in questa maniera dà la forza per guardare con fiducia al futuro e rimettersi subito sotto per affrontare sempre nuove sfide. D’altronde il motore che spinge a non aver mai paura di alzare l’asticella è la passione e se hai quella sacra fiamma dentro non vi saranno mai ostacoli insormontabili sul tuo cammino. Questo è il contesto empatico/emozionale in cui colloco il boom del gruppo unico 2018 (dirigenti accompagnatori Tona, Bastoni e Staltari) che rappresenta la continuità di un format oramai ottennale che attrae e che perfora il cuore regalando sogni e ricordi che resteranno indimenticabili. Sotto il profilo più squisitamente calcistico in piena sinergia con il mio staff, abbiamo messo in campo un ideal-gruppo (ben 39 giovani calciatori suddivisi in tre equipe) con un tratto tattico distintivo (il 4-3-3 versione Mou prima maniera) ed un imprinting di nicchia che li accomunasse: la massima concentrazione all’interno della prestazione per evitare cali di tensione in gare in apnea che hanno come durata 20 minuti per tempo. In sintesi questa è la formula magica della Cantera, un copyright doc pressoché inimitabile che aiuta il talento a sbocciare e che ha come pilastri la feroce applicazione, la cura dell’aspetto mentale della performance, lo sviluppo della predisposizione all’attuazione delle varie fasi di gioco, l’intensità spinta all’ennesima potenza, la coesione e la sintonia dei protagonisti e soprattutto quell’enorme senso di appartenenza (mi identifico in ciò che amo e amo ciò in cui mi identifico) che viene a crearsi intervenendo principalmente sulle leve motivazionali”.

La partita del resto nella filosofia canteriana non è altro che un contenitore che va riempito di tante cose – prosegue Vaniglia -: gesti tecnici (in primis: durante il torneo abbiamo svolto innumerevoli esercitazioni di richiamo sul tema), movimenti tattici, carica emotiva, carattere e mentalità vincente intesa come qualità decisiva. Un ringraziamento a tutte le 12 società che ci hanno appoggiato ed in particolare alla Loanesi e alla Cairese in sede locale, al Potenza e alla Cavese in campo extra ligure e al Monaco per il gemellaggio d’oltralpe. Strepitosi i genitori vero asse portante della comitiva che hanno seguito con calore i loro ragazzi trovando nel mister e nei suoi collaboratori un esempio virtuoso. Sono stati splendidi riuscendo a non imporre le loro ambizioni ai propri figli che come ha ricordato recentemente il santo Padre, non sono proprietà perché i diritti educativi dei genitori (da intendersi come custodi), seppur sacrosanti, non sono senza limiti, incondizionati e senza controlli. D’altronde la straordinaria avventura nella Cantera serve soprattutto a farli crescere e migliorare ed è per questo che di stagione in stagione affascina sempre di più“.

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