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Migranti, solidarietà e accoglienza: le “magliette rosse” sfilano in piazza Mameli foto

Oltre un centinaio i savonesi presenti alla manifestazione organizzata a Savona

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Savona. “Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità”. Si è svolta oggi pomeriggio a Savona, in piazza Mameli, la manifestazione che ha riunito comitati e associazioni savonesi: “Indossiamo una maglietta rossa per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà”, è stato lo slogan dell’iniziativa pubblica con al centro l’immigrazione.

Alla manifestazione ha preso parte anche la Cgil savonese: “Un gesto simbolico per dimostrare da che parte stiamo, un gesto che può sembrare banale ma che fa uscire dall’indifferenza, perché l’indifferenza, ora più che mai, è disumana”. In tutto oltre un centinaio i cittadini savonesi che si sono ritrovati davanti al Monumento ai Caduti per condannare, e dire basta, alle morti in mare, rispondendo all’appello lanciato nei giorni scorsi da Arci, Anpi, Libera e altre associazioni, con iniziative analoghe in tutta Italia.

magliette rosse savona

Ecco l’appello sottoscritto da don Luigi Ciotti, presidente nazionale Libera e Gruppo Abele; Francesco Viviano, giornalista; Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci; Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente; Carla Nespolo, presidente nazionale ANPI.

“Rosso è il colore che ci invita a sostare. Ma c’è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi d’impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo.

Di rosso era vestito il piccolo Alan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo.

Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche.

Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori.

Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà.
Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura.

L’Europa moderna non è questa.

L’Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità.

Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini.

Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini”.

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