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Liguria: turisti soddisfatti di mare pulito, patrimonio storico-artistico ed enogastronomia

Lo rivela un'indagine svolta dal Sistema Camerale Ligure ed elaborata con il contributo dell’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche

Liguria. Si intitola “Soddisfazione per le vacanze in Liguria” l’indagine svolta dal Sistema Camerale Ligure ed elaborata con il contributo dell’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche, riferita al periodo estivo 2017 (giugno-settembre). A presentare il documento è l’Osservatorio Turistico Regionale, gestito in collaborazione fra Regione Liguria e Unioncamere Liguria.

Lo scopo dello studio è di fornire informazioni per comprendere quanto l’ospite utilizzi ed apprezzi i servizi erogati sul territorio ed il corrispondente livello di qualità di questi ultimi, nonché valutare il giro d’affari apportato dal turismo nell’area, l’impatto economico attivato direttamente sul territorio e le ricadute economiche del turismo sugli altri settori economici della regione. Le principali informazioni rilevate riguardano il dimensionamento e le caratteristiche strutturali del turismo nella regione, i comportamenti di vacanza, il grado di soddisfazione sull’offerta turistica del territorio e la spesa turistica individuale effettuata sul territorio.

“Il 2017 si è configurato come l’ottavo anno di crescita continua degli arrivi turistici internazionali nel mondo (Fonte: World Tourism Organization). In Liguria (in linea con la situazione nazionale ed internazionale) gli arrivi hanno registrato un aumento del 4,8 per cento, raggiungendo il 5,2 per cento per quanto riguarda gli stranieri. Nel corso del 2017 il turismo ha generato un impatto economico stimato pari a 81 miliardi di euro sul territorio italiano e pari a 5,6 miliardi in Liguria, dei quali 3,2 miliardi di euro nei soli mesi estivi”.

“I dati relativi al turismo estivo nella nostra regione confermano in termini generali l’appeal della destinazione sulle famiglie, che viaggiano autonomamente, alla ricerca del mare pulito, scegliendo una meta nota e consolidata. Pur non potendo confrontare direttamente i risultati emersi nello studio 2017, riferito al solo periodo estivo, con i dati relativi alle precedenti indagini, riferite ad intere annualità, si delineano tuttavia alcune macro-tendenze che non possono essere trascurate”.

“Negli ultimi otto anni sono andati crescendo per esempio la quota di turisti laureati, ed il numero di stranieri che raggiungono la regione in aereo. L’esperienza personale influenza le scelte del 40 per cento dei turisti, come già avveniva otto anni fa, ma aumenta in maniera rilevante la quota di coloro che si affidano ad internet per scegliere la destinazione del viaggio, passando dal 20 per cento degli intervistati in allora, a quasi il 39 per cento”.

“Internet – spiega l’assessore regionale al turismo Giovanni Berrino – detiene ormai il monopolio quasi assoluto tra i canali di comunicazione che influenzano la scelta del soggiorno, con informazioni on line, offerte, social network, recensioni e, recentemente, in modo sempre più significativo, il portale istituzionale La mia Liguria”.

Si nota inoltre che “la rilevazione estiva del 2017 vede aumentare (rispetto a quella annuale di otto anni fa, e specie fra gli italiani) coloro che partecipano ad eventi enogastronomici, assaporando le delizie della tavola locale. E parallelamente cresce l’interesse per i centri storici. Il dato è particolarmente rilevante perché fa emergere un’attenzione molto viva anche da parte dei vacanzieri estivi, che non si esaurisce nell’esplorazione della sola destinazione mare”.

“Tutto considerato, il voto dato alla nostra regione negli anni è rimasto sostanzialmente invariato, attestandosi su una fascia medio-alta di gradimento. Fra i maggiori pregi registrati: il mare pulito, le spiagge, il clima, ma anche il patrimonio storico-artistico, la natura incontaminata, e l’enogastronomia tipica. D’altro canto vale la pena ricordare che l’agroalimentare, da solo, incide per il 12 per cento sulla composizione dell’impatto economico della spesa turistica, superato solo dalle attività ricreative, culturali e di intrattenimento, che raggiungono il 14 per cento”.

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