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I Magazine di IVG.it - Per un Pensiero Altro

Le incertezze della geometria

Per un Pensiero "Altro" è la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoledì, partendo da frasi e citazioni, tracce per "itinerari alternativi"

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Perchè non provare a consentirsi un “altro” punto di vista?
Senza nessuna pretesa di sistematicità, ma con la massima onestà intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libertà di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, “tracce per itinerari alternativi”. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.

“La geometria, quando è certa, non dice nulla del mondo reale e quando dice qualcosa a proposito della nostra esperienza, è incerta.”. Ovviamente non mi permetto di contraddire il mio grande amico Albert anche se parlare di mondo reale come esperienza soggettiva inevitabilmente ingenera qualche ambiguità.

In ogni caso possiamo concordare sul fatto che la geometria, la misurazione dello spazio, altro non è che il disperato tentativo dell’uomo di ordinare secondo le sue possibilità quanto comunque è indipendentemente dalla sua esistenza. È per questa ragione che, se interrogassimo una qualsiasi persona chiedendole se la realtà ha delle dimensioni spaziali questa risponderebbe che sì, tre dimensioni, altezza larghezza e profondità. Qualcuna che magari ha orecchiato l’ipotesi einsteniana suggerirebbe una quarta dimensione, quella del tempo, certo incontrando poi diverse difficoltà nel tentativo di spiegarne la logica.

Comprensibile, anche il passaggio dal bidimensionale al tridimensionale ha richiesto secoli, ci vuole pazienza, tant’è che oggi tutti condividono e comprendono la logica tridimensionale. Ma se suggerissi che lo spazio ha sette dimensioni? Ipotesi assurda? Eppure la prima concezione dello spazio era probabilmente organizzata secondo sette direzioni: 1 sopra, 2 sotto, 3 avanti, 4 indietro, 5 destra, 6 sinistra e 7 il punto di partenza in cui mi trovo. Non è un caso che in tante culture il numero sette ricorra con estrema rilevanza, basti pensare che il nostro ritmo quotidiano viaggia in base sette, la settimana lavorativa, la logica per organizzare una vacanza, per celebrare il rito del week end ( scomparso ormai il termine fine settimana che, quando usato lo è scorrettamente, tutti ormai dicono il fine settimana, condizionati dall’inglese, senza rendersi conto che il fine è ben altro dalla fine), abbiamo deciso che addirittura il buon dio ha iniziato la sua breve ma intensa attività lavorativa il lunedì per poi concedersi il meritato riposo … sabato o domenica la questione è controversa.

Credo sia pleonastico precisare che prima è nata l’invenzione da parte dell’uomo della settimana e successivamente lo stesso uomo ha organizzato i turni lavorativi del creatore secondo le sue teorie del tempo e dello spazio che, come appare oramai evidente, sono andate ad intrecciarsi indissolubilmente. Ed ecco il sette dei sacramenti, dei peccati capitali, e giù giù fino ai sette nani il nome di uno dei quali manca sempre all’appello, come tutti sanno. Certo viene da chiedersi che giorno fosse quello precedente al lunedì in cui tutto ha avuto inizio, così come incuriosisce sapere l’orario, insomma, il creatore è stato mattiniero? Addirittura ha iniziato l’attività appena scoccata la mezzanotte tra il chissà cosa ed il lunedì? Oppure magari se l’è presa comoda, sta di fatto che tutto comincia da quel benedetto sette, ma se anche quel numero non fosse che il frutto di un più o meno consapevole bisogno da parte dell’uomo di mettere in ordine spazio e tempo secondo una quantificazione arbitraria e del tutto estranea ad essi? In effetti prima che l’uomo inventasse le direzioni esse non esistevano, tesi opposta è che l’uomo le abbia scoperte e non create, ma se così fosse come sarebbe possibile che queste siano passate attraverso così tante e diverse certezze numeriche: chi ne dice due, chi tre, chi quattro, chi sette, chi infinite, chi, folle anarcoide, che “non esiste direzione ma solo senso, solo il coraggio di posare il prossimo passo dove non hai la certezza che ci sia terra a sostenere il tuo peso, ma dove sai che potrai ascoltare di nuovo la tua voce che canta una canzone sempre più vera”

Per un Pensiero Altro è la rubrica filosofica di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoledì: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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