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Carige, l’ad Fiorentino: “Andiamo avanti con il nostro piano”

Le parole dell'amministratore delegato dopo il "terremoto" nella banca ligure con le dimissioni del presidente e di un consigliere

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Liguria. “Ci sono dinamiche nelle aziende che sono anche abbastanza naturali, direi che abbiamo avuto una pagina importante, comunque, col professor Tesauro che è uomo dal grandissimo passato, e adesso guardiamo avanti. Era comunque in una posizione non esecutiva, così come il consigliere, Stefano Lunardi, e quindi andiamo avanti con il nostro piano”.

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Queste le parole di Paolo Fiorentino, amministratore delegato di Banca Carige, che risponde così, a margine della presentazione del Master Universitario in Manager di Rete Bancaria, a una domanda sulle dimissioni del presidente e di un consigliere. “Naturalmente adesso gli azionisti valuteranno quali sono le soluzioni migliori – sottolinea – in quanto, in base al nostro regolamento, il presidente viene eletto dall’assemblea e ci dovranno essere evidentemente proposte fatte in assemblea. Adesso devo dire che abbiamo un vicepresidente che mi sembra attrezzato per gestire questa fase ad interim – prosegue – e quindi non ci stracciamo le vesti sul tema”.

Diversa, invece, la procedura per la sostituzione di Stefano Lunardi, che non passa dall’assemblea ma verrà cooptato dal Cda. “Dobbiamo capire quali sono gli skills necessari, perché Lunardi aveva un ruolo importante in consiglio come membro del comitato rischi. Metteremo giù uno skill delle persone che in questo momento possono dare valore al consiglio e da lì decideremo successivamente sulla base delle candidature chi cooptare. E’ normale governance, non ci turba”.

E se la decisione di dimettersi da parte di Tesauro è nota, l’ex presidente l’ha resa nota in una lettera alla stampa, adesso emergono anche le motivazioni che hanno spinto Lunardi a lasciare. “Ci sono un paio di elementi tra cui uno molto generale – prosegue Fiorentino – che è il tema dei costi. Il mio punto di vista è che parlano sempre i numeri. Il primo trimestre, sul primo trimestre, abbiamo fatto una riduzione dei costi del -10%. Io mi sento responsabile di tutto ma della gestione del passato faccio un po’ fatica a essere responsabile”.

Fiorentino, comunque, rispondendo a una domanda specifica, sottolinea che non ha mai pensato di dimettersi. “Io finché ho la fiducia del consiglio e del mercato, ho il dovere di andare avanti. Fortunatamente godo di ottima salute – dice – e quindi ho il fisico, come si diceva una volta. E finché avrò il fisico e avrò la fiducia naturalmente del Cda io sarò qua. In questo momento abbiamo delle priorità che sono la crescita, il consolidamento dei nostri risultati che sono almeno per quanto mi riguarda quello che io definisco la mia quotidiana ossessione”.

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