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Albenga, è guerra tra l’Istituto di Studi Liguri e la minoranza. La famiglia Costa: “Procederemo con denunce e querele”

Questa mattina, blitz a palazzo Pelosa Cepolla dei consiglieri Ciangherotti, Perrone, Porro e Nucera

Albenga. La querelle nata tra l’Istituto di Studi Liguri e la famiglia Costa e il consigliere di Forza Italia Eraldo Ciangherotti non si placa, anzi, si espande, coinvolgendo ora anche gli altri membri della minoranza che hanno appoggiato le tesi dell’amministratore forzista) e arricchisce di nuovi colpi di scena.

Dopo il blitz da loro effettuato questa mattina a Palazzo Peloso-Cepolla, i quattro consiglieri di minoranza hanno attaccato duramente, avanzando il sospetto che “siano stati messi sotto sequestro o trafugati illegalmente beni dello Stato da parte di qualche personaggio sotto protezione dell’amministrazione”.

Affermazioni che hanno mandato su tutte le furie i membri della famiglia Costa che, nel pomeriggio, hanno risposto per le rime, accusando a loro volta i consiglierei di “essere entrati abusivamente nel palazzo ingauno” e annunciando “querele e denunce”.

“In data odierna i consiglieri comunali Eraldo Ciangherotti, Ginetta Perrone, Cristina Porro e Massimiliano Nucera si sono introdotti abusivamente nella sede della sezione ingauna dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri forzandone la porta di accesso secondaria collegata al Museo Navale e facendo scattare l’allarme antintrusione presente a salvaguardia dei beni, reperti e materiali conservati in essa”, si legge nella nota diramata dai Costa.

“Preso atto delle successive dichiarazioni dei quattro consiglieri riguardo il sospetto che siano stati ‘trafugati illegalmente beni dello Stato da parte di qualche personaggio sotto protezione dell’amministrazione’ poiché tali affermazioni si manifestano palesemente false e i comportamenti di inescusabile gravità si rende necessaria la proposizione delle più idonee querele e denunce a tutela della sede dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri e dell’onorabilità delle persone che lo compongono”, hanno concluso dalla famiglia Costa.

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