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Rinuncia ai libri gratis per le elementari, Rete a Sinistra Savona contro la proposta di Palazzo Sisto

Sulla recente polemica sono intervenuti Marco Ravera, Anna Traverso e Marco Lima

Savona. “È arrivata alle famiglie che hanno figli frequentanti la scuola primaria una lettera del Comune di Savona in cui si dice che l’Ente ha stanziato a bilancio i fondi per la fornitura gratuita dei libri scolastici per i loro bambini, ma che, visto che per i suddetti genitori di fatto il risparmio sarebbe più o meno 33 euro a figlio (e quindi nulla), mentre per il Comune la spesa complessiva è di 80.000 euro (e questo ‘solo’ per accontentare 2.400 bambini), sarebbe cosa gradita se i genitori compilassero il modulo allegato, permettendo così all’Amministrazione di risparmiare questa inutile spesa e di utilizzare in altra maniera quei soldi. Traduciamo più chiaramente il testo della lettera: siccome ci abbiamo provato l’anno scorso a non garantire ai bambini di questa città la gratuità dei libri di testo, ma i rompiscatole sempre all’erta si sono subito messi a protestare, quest’anno ci riproviamo, ma cercando di fare in modo che siano gli stessi fruitori del diritto a dire che a loro non gliene frega proprio nulla che tale gratuità venga garantita. Fra l’altro, se avessimo la fortuna che sono in tanti a rinunciare, il prossimo anno potremmo tranquillamente dire che, siccome la cosa non interessa, non si fa……risolto il problema”. Così Marco Ravera, Capogruppo “Rete a sinistra – Savona che vorrei”, Anna Traverso e Marco Lima, Coordinatori “Rete a sinistra – Savona che vorrei” intervengono sulla recente polemica in merito alla lettera dell’assessore Romagnoli.

“Rete a Sinistra è stata tra coloro che si erano indignati l’anno scorso presentando anche un’interpellanza e che, in questa occasione, sperano che i genitori di quei bambini sentano di essere cittadini e che quindi non rinuncino ad un diritto per far piacere a chi evidentemente non ha molto a cuore l’istruzione dei loro figli ed anche per non creare pericolosi precedenti. Ma facciamo anche una considerazione più tecnica: il peso di 80.000 euro in un bilancio come quello del Comune di Savona è certamente risibile, come è altrettanto risibile la maggiore entrata che verrebbe da un’altra azione (peraltro di più che dubbia costituzionalità) come quella di aumentare la TARI a coloro che affittano ad extracomunitari (TARI che, fra l’altro, pagherebbero gli extracomunitari in quanto titolari dell’affitto e non i loro proprietari e quindi anche l’effetto deterrente per i suddetti proprietari è tutto da dimostrare) e allora perchè?” proseguono Ravera, Traverso e Lima.

“La ragione è evidente: a questa amministrazione non piace garantire i diritti dei cittadini ed è su quello che intende lucrare. Del resto che non ci sia una reale visione complessiva di dove si voglia andare e di che visione di città abbia questo governo cittadino lo dimostra anche il fatto che praticamente ad ogni consiglio comunale si assiste ad una variazione di bilancio, con spostamento di fondi da una parte all’altra per inseguire le idee più o meno balzane che escono di volta in volta dalla maggioranza. E forse qui troviamo un’altra ragione per questa iniziativa: quello che si risparmia dal buono libri dovrà poi, con apposita variazione di bilancio, essere spostato in un altro capitolo di spesa. Vuoi vedere che tutto questo si fa solo perchè non avevano ancora la variazione di bilancio da portare in consiglio per il mese di settembre?” concludono gli esponenti di Rete a Sinistra.

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