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Mezzi manipolati per aumentare la durata dei tempi di guida, due denunce fotogallery

Molti autisti presentavano le dimissioni poco dopo l'assunzione ed è scattata l'indagine

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Albenga. La Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento della Liguria e quella della Sezione Polizia Stradale di Savona, lo scorso mese di febbraio, hanno iniziato, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Giovanni Battista Ferro, un’attività di indagine sulle condizioni di lavoro all’interno della ditta di autotrasporto B.G., con sede in Albenga.

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Dalle usuali verifiche incrociate alle ditte del settore, era emerso il frequente alternarsi dei dipendenti assunti con mansione di autista, molti dei quali decidevano di interrompere il contratto di lavoro con la ditta dopo poco tempo dall’assunzione, pur non avendo trovato altra sistemazione lavorativa. Si trattava quindi di accertare se il titolare imponesse agli autisti di compiere delle violazioni.

Dalle prime indagini, è apparsa fondata l’ipotesi che i mezzi aziendali fossero stati modificati con magneti idonei a falsare la lettura del cronotachigrafo digitale, obbligatorio per legge sui veicoli di peso superiore alle 3,5 tonnellate. Inoltre, si è appurato che il sistema di applicazione dei magneti era predisposto per una rapida applicazione e disapplicazione.

L’alterazione del cronotachigrafo “permetteva” quindi agli autisti di compiere più viaggi nel corso della stessa giornata, falsando la durata massima dei tempi di guida giornalieri e settimanali previsti dalla normativa.

Quindi, l’attività della Polizia Stradale Ligure si è concentrata sull’accertamento delle presunte violazioni della normativa sociale e dell’art. 572 del Codice Penale (maltrattamenti), a seguito della reiterazione di tale comportamento nei riguardi di una molteplicità di dipendenti, una vera e propria coazione psicologica emersa nel corso dell’indagine.

Dopo una serie di appostamenti e verifiche, lo scorso 22 maggio, la Polizia Stradale, coadiuvata dagli Ispettori dell’Ufficio Provinciale del Lavoro di Savona e da un tecnico esperto in cronotachigrafi, ha eseguito una perquisizione presso la sede della ditta e su numerosi mezzi in sosta nel Comune di Vado Ligure. Nella circostanza, sono state sequestrate 13 calamite di varie misure e 5 trattori stradali che avevano subito le modifiche strutturali proprio per aumentare la durata dei tempi di guida.

Il titolare B.C. e il dipendente D.V. sono stati denunciati in stato di libertà per il reato di maltrattamento in concorso tra loro.

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