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Giornata mondiale del rifugiato, open day allo Sprar minori

L'obiettivo è quello di sensibilizzare sulla condizione di milioni di rifugiati costretti a fuggire da guerre e violenze: "Dietro ognuno di loro c’è una storia che merita di essere ascoltata"

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Savona. Il Distretto Socio Sanitario Savonese n° 7 ha attivato lo Sprar minori che vede la Fondazione L’Ancora, Cooperarci e Progetto Citta come enti gestori sui comuni di Varazze, Celle e Savona.

In occasione della giornata Mondiale del Rifugiato presso la Comunità “L’Ancora” in Piazza Mazzini 1 a Varazze, sita nella Struttura Divina Provvidenza dell’Ordine Religioso delle Suore Rossello, e la Comunità “Ancora Casa” in Via Ciambrini 5 a Celle Ligure, a partire dalle ore 14,30 fino alle 18,30, sarà possibile conoscere i ragazzi e gli operatori che tutti i giorni vivono questa realtà, con l’obiettivo di condividere le modalità di accoglienza, l’esperienza di vita, le attività quotidiane, i percorsi educativi e di assistenza.

L’invito è rivolto a tutta la comunità locale, alle istituzioni e a chiunque volesse conoscere e comprendere la quotidianità di tutti i soggetti coinvolti nella prima e seconda accoglienza dei richiedenti asilo.

“Il 20 giugno si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento annuale voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per commemorare l’approvazione nel 1951 della Convenzione relativa allo Statuto dei rifugiati – ricorda il referente per l’ente gestore, Fausto Romano – L’obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati, richiedenti asilo e minori che, costretti a fuggire da guerre e violenze, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era parte della loro vita. L’Open Day, a cui siete tutti invitati, rappresenta un’occasione per non dimenticare mai che dietro ognuno di loro c’è una storia che merita di essere ascoltata. Storie di sofferenze, ma anche di chi è riuscito a ricostruire il proprio futuro portando il personale contributo alla società che lo ha accolto”.

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