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Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in Valbormida: 4 patteggiamenti e 5 rinvii a giudizio

Nel 2014 un ristoratore di Dego, Paolo Torterolo, era finito in manette, mentre altre 11 persone erano state indagate a piede libero

Savona. Nel maggio del 2014 un ristoratore di Dego, Paolo Torterolo, 48 anni, era stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento dell’ingresso clandestino di stranieri. Insieme a lui erano state indagate altre undici persone che dovevano rispondere in concorso ed a vario titolo delle stesse contestazioni.

Questa mattina il caso è approdato in udienza preliminare, davanti al giudice Francesco Meloni, dove quattro persone hanno patteggiato, mentre altre cinque sono state rinviate a giudizio (tre posizioni sono state invece stralciate: una per un difetto di notifica, una perché l’imputato è irreperibile ed una perché nel frattempo l’indagato è deceduto).

A patteggiare sono stati Paolo Torterolo (avvocato Samuele Monti), una pena di tre anni di reclusione, Antonio Mistretta (avvocato Francesco Furfaro) e Mustapha El Ouai (avvocato Enrica Berruti), due anni di reclusione, e Mohamed Chahmi (avvocato Andrea Ghirardi), un anno, undici mesi e dieci giorni di reclusione. Per tutti le accuse erano, a vario titolo, di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falso. Stesse accuse delle quali dovranno rispondere anche le cinque persone rinviate a giudizio (tre cittadini marocchini e due italiani) nel processo che inizierà a dicembre prossimo.

L’inchiesta su questo giro di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina era iniziata nel 2012 ed era proseguita, tra intercettazioni ambientali e pedinamenti, fino al marzo del 2013. Secondo la tesi della Procura, Torterolo faceva ottenere i permessi di soggiorno agli stranieri tramite assunzioni fittizie ed attestando falsamente rapporti di lavoro in realtà inesistenti. Ovviamente la “pratica” veniva espletata dietro il pagamento di ingenti somme di denaro (si parla di cifre dai 1500 ai 5 mila euro) e per gli stranieri non c’era poi nessun posto di lavoro.

Oltre al quarantaquattrenne di Dego nell’indagine erano appunto state indagate a piede libero altre dieci persone. I marocchini coinvolti, abitanti tra Cengio e Plodio, avrebbero fatto da tramite fra Torterolo e gli immigrati per fare ottenere loro il permesso di soggiorno. Gli altri italiani coinvolti, residenti tra Savona, Cairo Montenotte, Cengio e Dego, avrebbero invece partecipato al “sistema” Torterolo attestando rapporti di lavoro inesistenti per consentire la regolarizzazione degli stranieri.

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