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Occupazione in Liguria, +1,5%. Toti: “Segnale di ripresa”. Lunardon: “24 mila posti in meno rispetto al 2011”

Il governatore ligure: "Stimolo a fare di più per sostenere politiche attive del lavoro". La risposta del capogruppo Pd

Cresce l’occupazione in Liguria nel primo trimestre 2018. Secondo i dati diffusi dall’Istat, gli occupati sono cresciuti dell’1,5 % rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. “In Liguria è tornata a crescere l’occupazione – commenta il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti -, secondo i dati circa 9mila unità in più nel primo trimestre del 2018. Un segnale di ripresa che ci spinge a impegnarci ancora di più, per aiutare le tante, troppe persone che sono senza lavoro. C’è ancora tanta strada da fare, ma il vento sta finalmente cambiando in Liguria”.

Riguardo i settori trainanti, significativo il dato dell’industria, che registra un +15,2%. In ripresa quello delle costruzioni (+9,4%) e dato decisamente positivo per il manifatturiero, che fa registrare un confortante +16,4%.

“Come evidenziato anche nell’ultimo report di Bankitalia – dice l’assessore regionale al Turismo e alle Politiche attive del Lavoro Gianni Berrino – il settore turistico rappresenta il traino del terziario. Le misure adottate con il Patto per il lavoro nel turismo stanno cogliendo nel segno, come stimolo per le imprese a creare buona occupazione, sempre più destagionalizzata”.

E sull’occupazione è arrivata la risposta del capogruppo Pd in Regione Giovanni Lunardon: “Il presidente Toti cita con toni trionfalistici i dati Istat sul primo trimestre del 2018 che vedono, nella nostra regione, un aumento dell’occupazione dell’1,5%, pari a 9 mila unità in più. È una buona notizia, ma purtroppo la Liguria resta ancora in una situazione di forte sofferenza economica e sociale ed è il fanalino di coda del Nord Ovest”.

“Questo timido miglioramento citato dal governatore è infatti il primo dato positivo dopo 7 trimestri (circa due anni) in cui l’occupazione è sempre stata in costante calo. Questi 9 mila occupati in più sono purtroppo solo un parziale recupero dei 20 mila posti di lavoro persi nello stesso periodo del 2017, come a dire che questo aumento non compensa la voragine del primo trimestre dell’anno scorso. Se poi guardiamo al punto più alto dell’occupazione pre crisi dobbiamo constatare che siamo a quota 24 mila posti di lavoro in meno rispetto al 2011. Insomma, Toti lasci perdere i trionfalismi e le campagne e elettorali che lo vedono impegnato giorno e notte e si metta a lavorare per far crescere la Liguria”.

“Anche perché sia i dati Istat relativi al primo trimestre del 2018 sia quelli dell’intero 2017 recentemente diffusi dalla Banca d’Italia descrivono una situazione preoccupante. Per il momento ad aumentare (+4,1%) è il lavoro dipendente mentre cala, del 6,2%, quello indipendente. I contratti sono quasi tutti a termine (circa l’80%), la disoccupazione continua ad aumentare (+5,6% nel primo trimestre 2018), inoltre la disoccupazione giovanile nella fascia 15-24 nel 2017 si è attestata al 34,4%, otto punti in più rispetto alla media del Nord Ovest”.

“Altro dato che deve far riflettere è che la domanda di lavoro delle imprese liguri si caratterizza per livelli di capitale umano meno elevati rispetto al Nord Ovest e al resto del Paese, contraddizione di non poco conto per una regione che vuole scommettere sull’alta innovazione tecnologica. Secondo l’Istat, inoltre, nei primi tre mesi del 2018 continua la crisi dei servizi e dell’agricoltura; aumenta in modo significativo il manifatturiero, ma contemporaneamente crolla l’export, che segna un calo del 10% contro lo 0,3% del Nord Ovest”.

“Se a tutto questo poi aggiungiamo che la Liguria – dati del 2016 – è una delle regioni con i più alti tassi di povertà e percentuali che la accomunano più ai territori del mezzogiorno che a quelli del Nord, si evince che la situazione è tutt’altro che positiva. Quindi Toti lasci perdere gli annunci da campagna elettorale e dedichi i suoi sforzi a far ripartire la regione. Purtroppo siamo ancora in mezzo al guado e in ritardo rispetto al resto del Nord Ovest” conclude Lunardon.

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