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Albenga, Ciangherotti strappa il cartello che impedisce l’utilizzo dell’ascensore di Palazzo Cepolla e si autodenuncia foto

“L’ascensore ‘statale’ dell’immobile non è nella disponibilità della sola famiglia Costa ma ad uso di tutti i cittadini”

Albenga. Un blitz a sorpresa a Palazzo Peloso Cepolla finisce con una denuncia. O meglio un’autodenuncia firmata dal consigliere di Forza Italia Eraldo Ciangherotti, che ha deciso di non mollare il colpo e di proseguire la querelle nata con la famiglia Costa, che gestisce l’istituto internazionale di Studi Liguri.

Oggetto del contendere: l’utilizzo dell’ascensore di Palazzo Peloso Cepolla, dove ha sede l’isitituto, che, secondo il consigliere albenganese “sarebbe ingiustamente stato asservito all’uso esclusivo dei membri della famiglia Costa”.

“Sono stato al Palazzo Peloso Cepolla per verificare l’accessibilità dell’ascensore pubblico per salire al primo piano e ho trovato un altro cartello abusivo, – ha dichiarato Ciangherotti. – Ho dovuto strapparlo e andarlo a consegnare personalmente al sindaco Cangiano”.

“Mi sono autodenunciato perché, torno a ripeterlo per l’ennesima volta, l’ascensore ‘statale’ di Palazzo Peloso Cepolla non è nella disponibilità della sola famiglia dell’avvocato Cosimo Costa ma ad uso di tutti i cittadini e turisti visitatori del Museo Navale senza alcuna limitazione”, ha concluso l’amministratore albenganese.

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