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Voleva “abbandonare” il figlio in ospedale, il primario Cohen: “Mamma che ha saputo gridare aiuto”

Il responsabile del reparto pediatrico del San Paolo spiega: "Una mamma su 1000 è colpita da depressione post parto"

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Savona. “Sta andando molto bene, penso che le possibilità di uscire fuori da questa situazione di stress siano altissime”. Il primario del reparto di pediatria dell’ospedale San Paolo di Savona Amnon Cohen è fiducioso che il caso della mamma colpita da depressione post parto, che aveva cercato di “abbandonare” il suo bimbo al pronto soccorso (leggi qui la storia), possa risolversi nel migliore dei modi.

mamma neonato bebè

“Questa vicenda ha smosso anche i nostri cuori, non solo quelli di chi ha letto questa storia. Una donna su mille dopo il parto ha questo momento di ansia che noi chiamiamo proprio depressione post parto. Queste donne vanno aiutate prima che sia troppo tardi” spiega il dottor Cohen che sul caso specifico aggiunge: “Questa mamma ha saputo capire la sua necessità di gridare aiuto. Anche il medico in pronto soccorso, che ha visto un bambino arrivare con la scusa che non mangiava, è stato bravo a capire cosa stava succedendo riuscendo ad accogliere il grido d’allarme di questa donna”.

Al momento mamma e piccolo sono ricoverati entrambi nel nosocomio savonese: “A posteriori abbiamo capito che c’era un problema da parte della mamma di gestione e abbiamo attivato tutto quello che è necessario per darle una mano. Ieri sera, insieme ai parenti, il piccolo e la mamma hanno trascorso qualche ora nella stanza di Jacopo (che è un’area del reparto allestita apposta per le situazioni più complesse dal punto di vista psicologico), che sembra una casa all’interno dell’ospedale, e stavano tutti bene. Erano tranquilli e rilassati ed hanno passato dei momenti di serenità” aggiunge il primario di pediatria.

“Le stiamo già dando una mano, ma avrà bisogno di un aiuto e di essere accompagnata nei primi passi di gestione di un bambino e penso che ci siano le possibilità di uscire fuori da questo stress siano altissime” aggiunge Cohen che spiega anche quali sono gli strumenti oggi a disposizione delle mamme per evitare situazioni drammatiche come questa: “C’è il pediatra, il ginecologo, l’ostetrica ed il pronto soccorso come in questo caso. La mamma anziché fare qualcosa di brutto con il bambino ha avuto la prontezza di venire in pronto soccorso a gridare aiuto e questo è stato un atto importante”.

“In ospedale facciamo anche i corsi di preparazione al parto dove parliamo a lungo di come gestire un bambino, soprattutto a chi non ha esperienza. Nessuno ti insegna a fare il genitore prima del parto e questo rende mamme e papà ansiosi: non sanno cosa li aspetta e come svolgere il loro ruolo. Ma con i corsi noi cerchiamo di ridurre le ansie ed abbattere molto il rischio di depressione post parto” conclude il dottor Cohen.

L’episodio capitato alla mamma savonese risale a domenica mattina quando la donna si era presentata in ospedale spiegando di essere preoccupata per le condizioni del figlio che non mangiava. Non appena i medici avevano preso in carico il neonato però la signora aveva cercato di allontanarsi senza il piccolo. Un comportamento che non era sfuggito ai sanitari che l’avevano fermata. A quel punto la donna, disperata, aveva spiegato ai medici di non sentirsi all’altezza del suo ruolo di genitore e di non sapere come fare per fermare i pianti del figlio. Di quanto successo era stata informata anche la Procura di Savona e il pm di turno Massimiliano Bolla aveva aperto (come atto dovuto) un fascicolo per il reato di abbandono di incapace.

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