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Verdi savonesi, canapa agroindustriale come nuova fonte di reddito per gli agricoltori

Savona. La “canapa agroindustriale”, presentata anche in occasione dell’ultima edizione di Euroflora, come nuova fonte di reddito per gli agricoltori e rilancio della “Beauveria” per salvare le palme. La proposta arriva dai Verdi savonesi. La “canapa agroindustriale” è un tipo di canapa selezionata scientificamente, non utilizzabile come “droga”(perché ha un tenore bassissimo di sostanza attiva- 0,2% THC – Tretraidrocannabinolo – responsabile di proprietà psicoattive) ma utilizzabile per usi alimentari benefici sempre più diffusi in Italia e in Europa: il valore nutrizionale è notevole (l’olio di semi di canapa contiene il 75% di acidi grassi con il 25% di acido alfa-linoleico Omega 3)” afferma Gabriello Castellazzi, portavoce provinciale dei Verdi.

“La coltivazione della canapa, facilitata dal nostro clima, già nel passato era molto diffusa nel savonese per la tessitura di vele, coperte, lenzuola, ecc… Oggi questa nuova “canapa agroindustriale” può svolgere anche funzioni di contrasto al dissesto idrogeologico, grazie al possibile recupero di terreni abbandonati, e utile per la bonifica biologica di terreni inquinati da metalli pesanti”.

“Da una relazione di Legambiente risulta che attualmente in Europa si coltivino circa 30.000 ettari di canapa, di cui oltre 10.000 solo in Francia. In Italia la copertura è di circa 3000 ettari ( un piccolo “boom” se si pensa che 5 anni fa erano solo poche centinaia). La “Coldiretti” di Imperia ha dichiarato recentemente come “gli agricoltori liguri debbano essere consapevoli di questa nuova frontiera che può giovare economicamente alle aziende medio-piccole come le nostre”.

La canapa si coltiva facilmente, non ha bisogno di diserbanti e il suo stelo si allunga rapidamente soffocando le piante infestanti. Ogni parte di questa interessante pianta ha il suo utilizzo: il fiore ( per birre, tisane, oli essenziali), il seme (per farina con cui si producono alimenti, più cosmetici e saponi), gli steli (da cui derivano sia la fibra per tessuti, corde, componenti per auto, pannelli isolanti e in bio-edilizia per fare mattoni). In conclusione un nuovo interessante commercio verde, eco-sostenibile, collegabile anche al nostro turismo, fonte di lavoro e di reddito a partire dalle imprese agricole”.

L’altro tema molto importante trattato in “Euroflora 2018”, è stato quello relativo alla cura della “palma canariensis” attaccata in tutta la Liguria dal devastante punteruolo rosso. I Verdi savonesi hanno già denunciato molte volte i colpevoli ritardi circa gli interventi necessari a salvare il nostro patrimonio di palme, indicando nuove terapie oggi confermate: nell’incontro del 3 maggio scorso in “Euroflora”, il biologo e agronomo Claudio Littardi, del “Centro studi e ricerche per le palme” di Sanremo, ha confermato la bontà delle nostre proposte: il fungo “Beauveria bassiana” sarà finalmente in grado di neutralizzare il micidiale “punteruolo”. Oggi, in Francia, dalla fase sperimentale si è passati finalmente alla lotta attiva, quindi anche la nostra “Riviera delle Palme” può e deve essere salvata” conclude Castellazzi.

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